Lombardia e Piemonte, il 3 giugno forse non riaprono

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 26 Maggio 2020 9:17 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 11:48
milano coronavirus ansa

Lombardia e Piemonte, il 3 giugno forse non riaprono. Nella foto Ansa, a Milano con le mascherine

ROMA – Lombardia e Piemonte, il 3 giugno queste due regioni forse non riapriranno i propri confini.

In vista di quella data infatti, Palazzo Chigi sta pensando di adottare “velocità diverse concordate con i governatori” che valgano solo per alcune regioni, quelle che hanno avuto e che stanno avendo ancora più contagiati da coronavirus.

A rischio sono Lombardia, Piemonte e forse anche Emilia Romagna.

Se fino ad ora, per arginare il contagio da Covid-19 si è sempre proceduto adottando delle direttive che valessero per tutto il territorio nazionale, di fronte alla posizione drastica di alcuni presidenti delle Regioni del Centro-Sud, Sardegna e Sicilia in testa, che minacciano di vietare l’accesso e agli allentamenti invocati da quelli del Nord, si cerca una difficile mediazione.

“Il numero dei nuovi contagiati continua a scendere, se i dati del monitoraggio di venerdì (29 maggio ndr) saranno buoni come ci aspettiamo troveremo una soluzione che vada bene a tutti”, spiegano dal ministero della Salute.

E dunque se dovessero esserci alcuni punti ancora “critici” è possibile che si decida di ritardare l’apertura dei confini di alcune regioni, Lombardia e Piemonte, forse anche l’Emilia-Romagna, per una settimana, due al massimo, in modo da poter poi concedere spostamenti liberi nel corso dell’estate evitando così anche di lanciare il messaggio all’estero per cui ci sono regioni italiane in cui è meglio non andare. 

Una settimana, due al massimo, sono gestibili dal punto di vista dei flussi turistici.  

I dati fondamentali per stabilire se potranno essere autorizzati o meno gli spostamenti, secondo il Corriere della Sera, arriveranno il 29 maggio ma non sarà quello il giorno della decisione. Gli esperti si prenderanno infatti almeno altre 24-36 ore per vedere l’andamento della curva e solo allora si riunirà il Governo: è probabile che la decisione arrivi tra l’1 e il 2 giugno.

“La curva continua a piegarsi dal lato giusto, ma serve cautela” ha ribadito nei giorni scorsi il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Anche il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha ricordato che “probabilmente sarà consentito lo spostamento dal 3 giugno” monitorando e classificando le regioni in base al rischio: basso, medio o alto rischio.

“Se una regione è ad alto rischio di sicuro non potrà ricevere ingressi dalle altre” ha detto Boccia. Dello stesso avviso la ministra delle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli a Agorà su Rai3: “Bisongna aspettare i dati, noi abbiamo deciso un metodo con le Regioni, che ci sembra quello più corretto anche nei confronti delle persone, che è il metodo della assoluta e totale trasparenza”.

“Le Regioni ci forniscono giorno per giorno i dati sui contagi e tutti i dati sanitari e il Ministero della salute fa la valutazione dei dati. Quindi a metà di questa settimana si fara una valutazione sulla riapertura dei confini regionali”.  (Fonte: Corriere della Sera, TgCom, Ansa).