Lombardia, scuole paritarie: un insegnante su cinque è “irregolare”

di Enrico Messina*
Pubblicato il 4 Febbraio 2010 15:17 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2010 15:17
Insegnanti delle scuole private: in Lombardia il 17 per cento non è abilitato

Insegnanti delle scuole private: in Lombardia il 17 per cento non è abilitato

Professori di fatto, senza esserlo di diritto. Nelle scuole private, un docente su cinque insegna senza l’abilitazione ministeriale e senza aver vinto un concorso. Succede in Lombardia, dove i dati che emergono da un’indagine dell’Ufficio scolastico regionale mettono in luce una situazione preoccupante: 3.684 insegnanti su 21.526 non hanno i titoli necessari per esercitare la professione. Al monitoraggio, chiesto a gran voce dalla Uil scuola, hanno partecipato tutte le 2.491 scuole paritarie della regione che, adesso, si difendono, definendo la quota di non abilitati «fisiologica».

Secondo la legge, le scuole private che non vogliono perdere la parità con quelle pubbliche devono assumere solo professori abilitati. Ma alla norma si applica una deroga qualora la scuola dimostri di non aver trovato, per quel ruolo, un insegnante in regola. Possibilità che, evidentemente, gli istituti lombardi hanno sfruttato in maniera massiccia, dato che la quota di insegnanti non regolari arriva a toccare il 17 per cento nella regione, quasi il 20 nella sola Milano, addirittura il 30 se si considerano solamente le scuole secondarie di primo grado.

Una situazione che andrebbe sanata al più presto secondo i sindacati, che denunciano come gli incarichi irregolari possano spettare ai quattro mila precari tagliati dalla manovra finanziaria e chiedono il rispetto della legge. «L´autorizzazione alla parità è di competenza dell’ufficio scolastico regionale che può e deve toglierla a chi non rispetta la legge», ha commentato Carlo Giuffré, segretario regionale della Uil Scuola.

Ma dall’Aninsei (l’associazione delle scuole paritarie) si cerca di smorzare i toni, spiegando i dati emersi come il frutto di una processo di regolarizzazione in corso. «Sono stati interrotti i corsi di specializzazione da due anni, alcuni docenti sono in attesa di abilitarsi – ha detto il presidente lombardo Giulio Massa -. La quota denunciata dall’indagine è fisiologica».

*Scuola di giornalismo della Luiss