Lorenzo Orsetti sarà sepolto in Italia. Il papà: “Lo vogliamo a casa, grazie ai curdi”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 20 marzo 2019 21:46 | Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2019 21:46
Lorenzo Orsetti sarà sepolto in Italia. Il papà: "Lo vogliamo a casa, grazie ai curdi"

Lorenzo Orsetti sarà sepolto in Italia. Il papà: “Lo vogliamo a casa, grazie ai curdi”

di Daniela Lauria

FIRENZE – Tornerà a casa la salma di Lorenzo Orsetti, il 33enne combattente con le milizie curde del Ypg, ucciso in Siria da miliziani Isis. La decisione è stata resa nota dallo zio Luca Rasoti che ha spiegato: “I genitori lo vogliono vicino a sé”. Lorenzo aveva espresso la volontà di essere sepolto nel cimitero dei martiri curdi, se fosse stato ucciso in battaglia. “Ma ha lasciato a noi la scelta”, ha precisato il padre Alessandro Orsetti in conferenza stampa a Firenze. Ancora visibilmente scosso, il papà di Lorenzo ci ha tenuto a ringraziare “i miliziani curdi per aver recuperato il corpo di mio figlio”. 

I resti del giovane sono ora custoditi in un ospedale nel Kurdistan iracheno. Probabilmente sarà sepolto nel cimitero di Rifredi, nel suo quartiere di Firenze, “ma ora dobbiamo capire quando sarà possibile riavere il corpo”, ha detto lo zio che comunicherà alla Farnesina la decisione della famiglia.

“Siccome in Siria non credo che avrò occasione di andarci – ha spiegato ancora il padre – anche se ci hanno invitato, preferirei avere una tomba su cui piangere qua”.

Lorenzo Orsetti sarà ricordato a Firenze in Consiglio comunale venerdì prossimo, ed è stata fissata per il 31 marzo una manifestazione nazionale in città: ci sarà anche la comunità curda, che piange Orsetti come proprio martire. “Dobbiamo mobilitarci – ha detto il portavoce regionale Erdal Karabey – contro l’Isis e questo fascismo che sta continuando a crescere. Ieri era Hitler, ora la Turchia con Erdogan”. 

Una buona cosa, secondo la famiglia, che ritiene ingiusto processare chi ha combattuto l’Isis come Lorenzo: “Sono degli eroi, non sono da processare, è vergognoso”, ha lamentato mamma Annalisa. “Non esiste nessuna norma che impedisca di andare a combattere all’estero, anche nel diritto internazionale”, ha aggiunto da Torino Davide Grasso, 39 anni, uno dei cinque antagonisti che in Siria si sono uniti alle milizie curde dell’Ypg, e per i quali la procura piemontese ha chiesto la sorveglianza speciale.

Il passo successivo, nelle speranze della famiglia, sarebbe “un segno visibile, qualcosa che lo ricordi”. Si pensa all’intitolazione di una strada, o il conferimento alla memoria di un’onorificenza come il Fiorino d’Oro. (fonte: Ansa)