Lorenzo Seminatore è morto a 20 anni di anoressia. Genitori: “Lasciati soli. Ospedali inadeguati”

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 16 Febbraio 2020 17:29 | Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio 2020 20:37
lorenzo seminatore anoressia

Lorenzo Seminatore (nella foto Facebook) è morto a 20 anni di anoressia

TORINO – “Non ci sono in Italia strutture pubbliche adeguate per la cura dell’anoressia. E’ l’amara denuncia dei genitori di Lorenzo Seminatore, un ventenne torinese morto all’inizio di febbraio. Non mangiava più, l’hanno trovato nel letto di casa sua, morto nel sonno. Il caso, di cui aveva già dato notizia l’edizione torinese del quotidiano ‘La Stampa’ è stato ripreso dal ‘Corriere Torino’ e da ‘la Repubblica’ .

Il giovane aveva sofferto di anoressia la prima volta a 14 anni, era guarito dopo un periodo di cura in una clinica specializzata in Valle d’Aosta, poi a 18 anni la ricaduta. In due anni il suo rifiuto del cibo è diventato sempre più totale. “Le istituzioni – ha detto il padre – devono muoversi: prima con la prevenzione nelle scuole e poi investendo nella sanità. Mancano anche i percorsi di sostegno alle famiglie”. A proposito degli ospedali, i genitori accusano: “Si limitano a parcheggiarti in un reparto e a somministrare flebo per integrare il potassio. Poi ti rimandano a casa, fino al prossimo ricovero”.

All’epoca in cui sono iniziati i problemi, Lorenzo frequentava il liceo scientifico con buoni risultati. I genitori si accorsero che mangiava sempre di meno: “È stato il campanello d’allarme”, hanno ricordato. Ad un neuropsichiatra, Lorenzo spiegò il motivo della decisione di non mangiare: “Non mangio perché so che così prima o poi muoio. Non ho il coraggio di salire le scale fino al terzo piano per buttarmi”.

Due anni dopo, il ragazzo è stato ricoverato in un centro terapeutico a Brusson, in Val d’Aosta, dove sembrava che si fosse ripreso. Uscito dalla clinica, aveva rimesso 20 chili. È riuscito a diplomarsi, si era fidanzato ma poi sono ricominciati i problemi. Appassionato di musica trap, Lorenzo aveva anche inciso delle canzoni, che aveva condiviso su Youtube facendosi chiamare “Once the Killer”. 

Fonte: Ansa, FanPage