Cronaca Europa

Tragedia Love Parade, parla Irina: “Tunnel trappola, la polizia ha sbagliato”

love parade

Scene di panico durante la Love Parade di Duisburg

A Duisburg qualcosa non ha funzionato nell’organizzazione, c’è stata ”una tragedia che si poteva evitare”. Irina Di Vincenzo, 21 anni, scampata alla strage della Love Parade è tornata a Grugliasco, la cittadina dell’hinterland torinese dove abita con i genitori quando non frequenta l’università  a Milano.

”Voglio essere – ha detto – la portavoce di tante persone che non ci sono più, che non possono più raccontare che cosa sia accaduto. Giulia (Minola) era una mia grande amica, purtroppo io sono stata più fortunata di lei. Non ho ancora potuto vedere i suoi familiari, preferirei parlarne prima con loro e raccontare come sono andate le cose. E’ una situazione molto dura per me, ma anche per loro”.

Ha poi ricordato soltanto che lei e l’amica erano partite insieme e, prima di trovarsi nel tunnel, avevano vissuto un normale inizio di vacanza, con l’obiettivo di proseguirla ad Amsterdam una volta finita la gigantesca kermesse techno. ”Quando è scoppiato l’inferno – ha raccontato – mi trovavo tra un tunnel e l’altro. Tutti pensavano che al di fuori del secondo ci sarebbe stata una via di fuga. Invece una scala che si trovava sopra e che avrebbe potuto essere utile per il deflusso della folla era bloccata dagli agenti. Io ho perso i sensi per un attimo, ma poi sono stata trascinata fuori dal tunnel dalla corrente di gente, che grazie a Dio mi ha portata in salvo. Mi sono alzata e ho raggiunto le ambulanze, che si trovavano abbastanza distanti insieme alla polizia, colta alla sprovvista senza sapere quali potessero essere le vie di fuga. Ci siamo aiutati tra noi”.

Accusa la polizia tedesca. ”Ha sbagliato a far entrare tutta quella gente nel tunnel senza vie di fuga. Cio’ che mi rende più triste è che tutto questo si poteva evitare mentre non e’ stato fatto niente. Le cose sono state lasciate andare”. E anche la sua deposizione non è andata come sperava: ”Ho raccontato tutto alla polizia tedesca – ha concluso – ma la metà delle cose che ho detto non è stata scritta. Ho firmato ugualmente il verbale perché le cose scritte erano comunque vere”. Ora è scossa e avrà bisogno di tempo per superare la tragedia: ”Resterò qui con i miei finche’ non staro’ un po’ meglio. Poi cercherò i parenti di Giulia”.

To Top