Luan Tabaku condannato a sua insaputa. Torna a Bari dopo 15 anni, finisce in cella

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2014 7:13 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2014 21:09
Luan Tabaku condannato a sua insaputa. Torna a Bari dopo 15 anni, finisce in cella

Luan Tabaku condannato a sua insaputa. Torna a Bari dopo 15 anni, finisce in cella

BARI – Torna in Italia dopo 15 anni e finisce dritto in cella. L’uomo,  ignaro di essere stato processato e condannato per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione, è stato infatti arrestato alla frontiera con un ordine di carcerazione perché deve scontare una pena definitiva a 5 anni e 6 mesi di reclusione. L’esecuzione della pena, però, oltre che in ritardo è anche a rischio: la sentenza infatti non è mai stata notificata al suo difensore di fiducia che, quindi, non ha potuto impugnarla.

È la storia di un imprenditore albanese di 47 anni, Luan Tabaku. All’inizio del 1999 l’uomo, in vacanza a Milano, conosce una ragazza ucraina e se ne innamora ma dopo la fine della relazione lei lo denuncia sostenendo di essere stata attirata in Italia con la promessa di un lavoro e di essere stata poi indotta alla prostituzione. Sulla base delle dichiarazioni della presunta vittima, Tabaku viene indagato dalla Procura di Milano.

Nomina un difensore di fiducia ma lascia il Paese per motivi di famiglia prima dell’inizio del processo. Ad aprile 2002 la sentenza di primo grado (mai impugnata) diventata definitiva. Della vicenda processuale l’imputato non viene mai informato, fino al rientro in Italia nell’agosto scorso.

Nel porto di Bari l’uomo viene arrestato e condotto in carcere. Il difensore, l’avvocato barese Fabio Schino, ottiene la sospensione dell’esecuzione della pena per nullità della notifica della stessa e quindi la scarcerazione, in attesa di un incidente di esecuzione che dia all’imputato la possibilità di essere sottoposto ad un nuovo processo..