Luca Barisonzi in sedia a rotelle sul Monte Rosa: è la prima volta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Luglio 2014 12:17 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2014 12:18
Luca Barisonzi in sedia a rotelle sul Monte Rosa: è la prima volta

Luca Barisonzi e la moglie Sarah (Foto da Facebook)

ROMA – Scalerà il Monte Rosa sulla sedia a rotelle. Luca Barisonzi è rimasto invalido dopo che un talebano inflitrato tra i militari afghani lo ferì a Bala Murghab. Luca, infatti, è primo maresciallo degli alpini. Ha solo 24 anni, ne aveva 21 il giorno dell’attentato, il 18 gennaio 2011. Fu raggiunto da due colpi di fucile che gli lesero una vertebra cervicale, condannandolo alla sedia a rotelle. Nello stesso attacco il caporalmaggiore Luca Sanna venne ucciso.

Forse anche perché sa di essere stato, a suo modo, fortunato, Luca non si vuole arrendere. Non lo ha mai fatto, come ha spiegato a Carlo Mercuri del Messaggero.

«I medici americani dissero che al massimo sarei riuscito a muovere una spalla. Invece eccomi qui: muovo le braccia, mangio da solo e posso perfino grattarmi il naso. E’ molto di più».

Colui che insegnò a Luca i segreti della montagna si chiama Luca Colli ed è un alpinista professionista. Andò a trovare il ragazzo ferito, una volta tornato a casa, a Gravellona Lomellina (Pavia). Gli intimò subito di non mollare e gli promise che un giorno sarebbero tornati a fare una scalata insieme. Quel giorno è arrivato. Oggi Luca Barisonzi salirà sulla cima del Monte Rosa (4.638 metri) e lo farà a bordo di una specialissima carrozzella cingolata, costruita negli Stati Uniti. Sarà la prima volta in assoluto che un tetraplegico scalerà una montagna. Non si smette mai di essere un alpino.

Luca ha raccontato i dettagli dell’ascesa, studiati nei minimi particolari.

«Sarò trasportato in elicottero fino a Punta Indren, a oltre 3.000 metri di quota. Da lì partirò con la carrozzina cingolata e, attraverso il ghiacciaio, cercherò di raggiungere il rifugio “Capanna Margherita” sulla vetta del Monte Rosa, a circa 4.500 metri di altezza. Sarò accompagnato da una cordata di otto alpinisti, che sono partiti ieri. Raggiunto il traguardo della “Capanna Margherita” farò ritorno a valle sempre a bordo dell’elicottero».

Ad accompagnare Luca ci sarà anche Sarah, sua moglie da 20 giorni.

Tra gli otto alpinisti che accompagneranno Luca sul Monte Rosa c’è Sarah, sua moglie da appena venti giorni. Sarah è americana e l’incontro con Luca merita un capitolo a parte. «In Afghanistan divenni amico di un soldato americano. Lo invitai a venirmi a trovare in Italia, a servizio finito. Gli dissi che gli avrei presentato belle ragazze. Lui fece la stessa cosa con me, mi invitò in Ohio e mi mostrò una foto di sua sorella con delle amiche. Una delle amiche, in particolare, mi colpì. Era Sarah. Saputo il suo indirizzo, cominciammo a scriverci. Fino al giorno dell’attentato. Sarah non sapeva capacitarsi del mio improvviso silenzio. Riuscì a contattare mio fratello. Così seppe. Si precipitò in Italia, a casa mia. Ci siamo sposati il 5 luglio.

In questa impresa mi porterò sulle spalle tutti i militari che non ce l’hanno fatta e che non hanno avuto la mia stessa fortuna di sopravvivere a un attentato. Li porto tutti con me lassù, in cima. Penserò anche a tutti i militari rimasti feriti nelle azioni di guerra e rivolgerò un pensiero speciale pure ai disabili civili che si trovano nelle mie stesse condizioni. Il messaggio è: non bisogna arrendersi, non ci si deve fermare mai, neppure di fronte alle difficoltà più estreme».