Luca Palamara espulso dall’Anm: “Peggio dell’Inquisizione. Cacciato da chi mi chiedeva aiuto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2020 14:59 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2020 19:13
Luca Palamara espulso dall'Anm

Luca Palamara espulso dall’Anm: “Peggio dell’Inquisizione. Non sarò capro espiatorio di un sistema” (Foto Ansa)

ROMA – “Ha commesso gravi e reiterate violazioni del codice etico”. Con questa motivazione l’Associazione nazionale magistrati ha decretato l’espulsione del pm romano Luca Palamara, indagato a Perugia per corruzione.

E’ la prima volta che un provvedimento così drastico viene assunto nei confronti di un ex presidente dell’Anm.  

“Chiedo scusa ai tanti colleghi che sono fuori dal sistema delle correnti che inevitabilmente saranno rimasti scioccati dall’ondata di piena che rischia ingiustamente di travolgere quella magistratura operosa e aliena dalle ribalte mediatiche”, ha scritto Palamara in una memoria che avrebbe voluto presentare al Comitato direttivo centrale dell’Anm.

Solo qualche giorno fa il pm romano aveva chiesto di essere ascoltato per poter chiarire la sua posizione. Ma il Comitato direttivo ha ritenuto che questa audizione non si potesse compiere perché non è previsto dal suo statuto.

L’audizione può avvenire solo davanti al collegio dei probiviri, dinanzi al quale Palamara non si è mai presentato.

Dura la reazione a caldo di Palamara: “Mi è stato negato il diritto di parola. Nemmeno nell’Inquisizione”, ha detto commentando la decisione dell’Associazione di non ascoltarlo, prima di procedere al voto sulla sua espulsione.

Quindi il parlamentino delle toghe si è pronunciato sulla richiesta del collegio dei probiviri di espellerlo.

Per i colleghi che sono fuori dalle correnti, ha scritto Palamara nella memoria, “sono disposto a dimettermi ma solo se ci sarà una presa di coscienza collettiva e se insieme a me si dimetteranno tutti coloro che fanno parte di questo sistema. Non farò il capro espiatorio di un sistema”.

“Non mi sottrarrò alle responsabilità politiche del mio operato per aver accettato regole del gioco sempre più discutibili. Ma dev’essere chiaro che non ho mai agito da solo. Sarebbe troppo facile pensare questo”.

“Ognuno aveva qualcosa da chiedere, anche chi oggi si strappa le vesti”, è l’attacco di Palamara ai suoi giudici.

“Penso ad alcuni componenti del collegio dei probiviri che oggi chiedono la mia espulsione, oppure a quelli che ricoprono ruoli di vertice all’interno del gruppo di Unicost, o addirittura ad alcuni di quelli che siedono nell’attuale Comitato direttivo centrale e che hanno rimosso il ricordo delle loro cene e dei loro incontri con i responsabili Giustizia dei partiti di riferimento”.

Dentro la magistratura “c’è una gigantesca questione morale”, ha detto l’attuale presidente dell’Anm Luca Poniz parlando al Comitato direttivo del sindacato. 

“Nelle bozze che sono circolate della riforma del Csm sono state recepite molte delle nostre proposte”, ma “dobbiamo stare attenti che questa non sia l’occasione per un attacco all’indipendenza della magistratura”, ha spiegato il segretario Giuliano Caputo, nella stessa sede.

Un concetto su cui ha insistito anche il presidente Poniz: “Speriamo di non dover ricordare il principio di autonomia che il Csm è chiamato a tutelare e che ha legame con la democrazia”. (Fonte: Ansa).