Palamara radiato dalla magistratura. Il suo legale: “Non è sentenza politica”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2020 14:15 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2020 14:16
Luca Palamara radiato dalla magistratura. "Non è sentenza politica"

Luca Palamara radiato dalla magistratura. “Non è sentenza politica” (Foto Ansa)

La sezione disciplinare del Csm ha stabilito per l’ex presidente dell’Anm la sanzione più grave: Luca Palamara radiato dalla magistratura per il caso nomine pilotate.

Luca Palamara è stato radiato dalla magistratura. La Sezione disciplinare del Csm lo ha condannato alla sanzione massima prevista, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione. Palamara è il primo ex consigliere del Csm ed ex presidente dell’ Associazione magistrati ad essere rimosso dall’ordine giudiziario.

La sentenza emessa dopo una camera di consiglio durata due ore e mezza. Erano stati ieri i rappresentanti della procura generale della Cassazione a chiedere la sanzione massima – impugnabile davanti alle Sezioni Unite della Cassazione – accusando Palamara soprattutto di aver “pilotato” per interessi personali la nomina del procuratore di Roma e contestandogli una strategia di discredito a danno del procuratore aggiunto Paolo Ielo.

La vicenda al centro del processo è la riunione notturna all’hotel Champagne del 9 maggio del 2019, nella quale secondo l’accusa Palamara, cinque consiglieri del Csm (tutti dimessi e ora a processo disciplinare) e i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri discussero le strategie sulle future nomine ai vertici delle procure.

Riunione intercettata con un trojan nel cellulare di Palamara, che era finito sotto inchiesta a Perugia e ora è imputato per corruzione.

“Non è una sentenza politica”.

“Assolutamente no”. Così il difensore di Luca Palamara Stefano Guizzi ha risposto alla domanda se la pronuncia del Csm sul suo assistito sia una sentenza politica. Guizzi ha anche espresso “massimo rispetto” per la decisione.

“Luca Palamara radiato dalla Magistratura per l’indegnità del suo comportamento. Bene! Ma sarà solo lui a pagare per un sistema che si prestava alle sue macchinazioni, quand’anche non le cercava esso stesso? Son convinto che si possa e si debba continuare e questo chiedo a chi è deputato a farlo. Non si può punire la punta dell’iceberg e dimenticare il resto”. Lo dice il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra. (Fonte Ansa).