Luca Parmitano: “Sapevo del Coronavirus già da novembre” VIDEO. Poi si corregge: “Il mio lapsus strumentalizzato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2020 22:42 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2020 9:53
Luca Parmitano: "Sapevo del Coronavirus già da novembre". Poi si corregge: "Il mio lapsus strumentalizzato"

Luca Parmitano: “Sapevo del Coronavirus già da novembre”. Poi si corregge: “Il mio lapsus strumentalizzato” (foto ANSA)

ROMA – E’ stato un lapsus aver detto in una trasmissione tv di essere al corrente del nuovo coronavirus da novembre: “Errare è umano, e mi spiace molto vedere che in questo caso il mio lapsus sia stato strumentalizzato”, scrive l’astronauta Luca Parmitano, dell’Agenzia Spaziale Europea, in un tweet diffuso dall’Esa, riferendosi alla notizia che nelle ultime ore sta rimbalzando su diversi siti.

“Nell’episodio in questione, parlando delle precauzioni prese durante il rientro dalla Stazione Spaziale Internazionale, ho erroneamente affermato che, come equipaggio, fossimo al corrente dell’inizio del contagio pandemico già a novembre”, spiega Parmitano. Il riferimento è all’intervista rilasciata per la trasmissione Petrolio in onda su Rai Uno (il video in fondo all’articolo). 

Almeno tre, secondo l’astronauta, le ragioni dell’errore.

Il primo consiste nel fatto che “a bordo della Iss non utilizziamo il calendario, ma il Coordinated Universal Time (Utc). L’anno inizia con il giorno 1 e finisce con il giorno 365, e gli eventi vengono eseguiti in base a questa pianificazione. Di conseguenza è possibile confondere un mese con un altro poiché non vi facciamo mai riferimento, ma utilizziamo il giorno Utc”;

in secondo luogo “ricordo che, intorno alla fine della missione, parlavamo con l’equipaggio di varie crisi in corso sulla Terra. Nel ripensare agli eventi intorno a quel periodo, ho fatto confusione tra le diverse conversazioni, e nel ricordare gli eventi ho collegato le prime notizie di contagio a un contesto temporale precedente. A bordo, abbiamo appreso del contagio insieme al resto del mondo, quando le agenzie giornalistiche e le grandi testate televisive hanno iniziato a parlarne”.

Per l’astronauta “tutto questo è facilmente verificabile perché “le comunicazioni Terra- bordo-Terra sono soggette al Freedom Of Information Act, una legge che impone totale trasparenza e che tutte le comunicazioni siano registrate. Non è possibile ricevere informazioni riservate”.

L’astronauta aggiunge infine che “l’idea che fossimo già al corrente di un contagio pandemico è smentita dai fatti: le operazioni di rientro della Spedizione 61 sono state svolte normalmente, senza alcuna ulteriore precauzione. Al contrario, quando la situazione pandemica si è rivelata in tutta la sua gravità, l’equipaggio rientrato dalla Spedizione 62 è stato isolato in quarantena per evitare possibili contagi”.

Parmitano conclude: “mi scuso, con umiltà, per l’errore e per le conseguenze (del tutto inaspettate): me ne assumo ogni responsabilità”. (fonte Ansa, Youtube, Rai).