Luca Sacchi, la ricostruzione dell’omicidio: l’aggressione (“Dacce la borsa”), l’inseguimento e il colpo di pistola alla nuca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2019 8:56 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2019 8:56
Luca Sacchi e la fidanzata, Ansa

Luca Sacchi e la fidanzata (foto Ansa)

ROMA – Cosa sappiamo fin qui dell’omicidio di Luca Sacchi? Ecco, con le informazioni fin qui raccolte, cosa sappiamo dell’omicidio del 24enne che aveva provato a difendere la ragazza da un’aggressione e uno scippo nei pressi di un pub in via Franco Bartoloni, zona Appio Latino, a Roma.

Tutto è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì 24 ottobre, intorno alle 22,30.

Capitolo uno: il pub. Luca Sacchi, 24 anni, istruttore di palestra, appassionato di moto e di Ju jitsu e la sua ragazza, Anastasiya, sono nei pressi di un pub, il John Cabot in via Bartoloni.

Capitolo due: l’aggressione. All’improvviso Anastasiya viene spinta alle spalle da due uomini. Si tratta, probabilmente, di italiani. I due, infatti, parlano romano. “Dacce la borsa” dice uno dei due. Anastasiya alla fine è costretta a dargli la borsa.

Capitolo tre: l’inseguimento. Luca dopo l’aggressione alla fidanzata decide di inseguire i due aggressori. Non solo li insegue. Luca li insegue e riesce anche a bloccarli.

Capitolo quattro: l’omicidio. Fermato, uno dei due malviventi estrae la pistola e spara a Luca. Gli spara alla nuca. I due malviventi, dopo lo sparo, scappano.

“Eravamo appena usciti dal pub – ha raccontato Anastasiya – Mi sono sentita strattonare da dietro, mi hanno detto: ‘dacci la borsa’. Gliela stavo consegnando quando mi hanno colpito con una mazza. A questo punto è intervenuto Luca che ha reagito bloccando il ragazzo che mi aveva aggredito, quindi è intervenuto l’altro aggressore che gli ha sparato in testa”.

Un testimone ha raccontato di aver sentito lo sparo, di essersi affacciato alla finestra e di aver visto il corpo di Luca riverso in strada. “Dopo un minuto – ha raccontato – è arrivata di corsa una ragazza: si è messa a urlare, abbracciandolo”.

Fonte: La Repubblica.