Luca Traini nello stesso carcere del presunto killer di Pamela: ”Tenuto a distanza dai detenuti di colore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2018 9:40 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2018 11:12
L'arresto di Luca Traini (foto Ansa)

L’arresto di Luca Traini (foto Ansa)

MACERATA – È stato trasferito in carcere Luca Traini, il 28enne che ieri ha tentato di fare una strage di migranti a Macerata. L’uomo ha lasciato la caserma dei Carabinieri all’una di notte: a testa alta e sguardo dritto davanti a sé non ha detto una parola ai cronisti che erano ad attenderlo. Traini è ora nel carcere di Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela.

Strage aggravata dalle finalità di razzismo è l’accusa formulata dalla procura di Macerata.

Luca Traini è in isolamento”e tenuto accuratamente lontano anche da altri detenuti di colore” dicono dalla casa circondariale.

Proprio la morte brutale di Pamela Mastropietro sarebbe all’origine della tentata strage di ieri. Traini lo ha ribadito ai Carabinieri. “Ero in auto e stavo andando in palestra quando ho sentito per l’ennesima volta alla radio la storia di Pamela. Sono tornato indietro – avrebbe raccontato – ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola”.

Una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all’estrema destra sono stati sequestrati dai Carabinieri a Tolentino, a casa della madre di Luca Traini.

Luca Traini era stato candidato alle Comunali del 2017 nelle liste della Lega. “Ha frequentato la nostra sede per un po’ di tempo e non aveva mai manifestato opinioni razziste. – racconta la segretaria della Lega della provincia di Macerata, Maria Letizia Marino – sappiamo che da qualche tempo frequentava una ragazza romana con problemi di droga, tutto ci lascia pensare che fosse la povera Pamela Mastropietro”.

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Anche Marco Valerio Verni, zio di Pamela Mastropietro e avvocato della famiglia della ragazza, ha smentito che i due si conoscessero:

“Pamela non conosceva Luca Traini, non aveva mai avuto nessun rapporto di nessun tipo con lui”. E ancora: “Era impossibile per lei avere rapporti con gente esterna alla struttura dove si trovava in cura dall’ottobre scorso e in ogni caso la madre e i familiari non hanno mai sentito nominare questo Luca Traini”.

Poi un appello contro la violenza: “La violenza non può essere la risposta alla tragedia che ci ha colpiti. Ci sono le aule di giustizia per assicurare i responsabili di questo brutale omicidio”.