Luca Varani: chiesto processo per Manuel Foffo e Marco Prato. Aggravanti crudeltà e motivi futili

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 dicembre 2016 13:40 | Ultimo aggiornamento: 21 dicembre 2016 13:41
Luca Varani: chiesto processo per Manuel Foffo e Marco Prato. Aggravanti crudeltà e motivi futili

Luca Varani: chiesto processo per Manuel Foffo e Marco Prato. Aggravanti crudeltà e motivi futili (foto Ansa)

ROMA – La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per Manuel Foffo e Marco Prato, accusati di omicidio premeditato per la morte di Luca Varani avvenuta nel marzo scorso in un appartamento al Collatino nel corso di un festino a base di sesso e droga. A firmare la richiesta di processo il pm Francesco Scavo, titolare dell’indagine. Oltre alla premeditazione la Procura contesta ai due le aggravanti della crudeltà e dei motivi abbietti e futili.

Durante l’ultimo interrogatorio Prato ha cercato di scaricare tutte le responsabilità su Foffo. Ha parlato quasi da criminologo Prato che ha deciso di affrontare il pm dopo che gli è stato notificato l’atto di chiusura inchiesta con la quale la Procura ha depositato le quasi 20 mila pagine del procedimento. “Ha fatto tutto Manuel Foffo – ha detto il trentenne pr -. Io non ho potuto impedirglielo perché ero anche stordito dalla droga e dall’alcol. Il suo è stato un raptus violento ed io sono rimasto bloccato anche perché lo amo e sono succube della sua personalità”.

Davanti al magistrato e al suo difensore, l’avvocato Pasquale Bartolo, Prato ha ricostruito la genesi di quel festino a base di droga e alcol terminato tragicamente la mattina del 4 marzo scorso. “Io e Manuel avevamo deciso di mettere in atto una nostra fantasia erotica. Compiere una violenza sessuale verso qualcuno, previo pagamento. Ho quindi deciso di contattare Varani, che conoscevo da tempo. Una volta giunto nell’appartamento – ha proseguito Prato – Foffo gli ha offerto un cocktail in cui aveva versato Alcover (un potente psicofarmaco). Manuel si è sentito male, è andato in bagno per vomitare. Ho visto negli occhi di Manuel qualcosa cambiare ed è partita la sua follia omicida”.

E ancora: “Io non ho reagito perché ho avuto paura anche per la mia incolumità. Manuel si è comportato in maniera assurda. Non credo che ci sia un movente in quello che ha fatto”. Prato, in questo frangente, avrebbe fatto riferimento al rapporto tra Foffo e il padre. Secondo quanto riferito dal trentenne, inoltre, Foffo aveva anche pensato di sbarazzarsi del corpo. “Voleva portarlo al Circeo e sotterrarlo in un terreno – ha detto – e mi aveva anche chiesto di andare ad acquistare una pala per poter scavare”. Per quanto riguarda le armi utilizzate per il massacro, due coltelli e un martello sui quali sono state trovare tracce di Dna anche di Prato, il trentenne ha riferito al pm di averle “toccate per spostarle anche se Foffo mi aveva imposto di pulirle”.