Luca Vecchione, obeso di 180 kg, muore a Taranto. Il fratello: “Ci fosse stata una Tac per lui in Puglia sarebbe vivo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2018 20:33 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2018 20:34
Luca Vecchione, obeso di 180 kg, muore a Taranto. Il fratello: "Ci fosse stata una Tac per lui in Puglia sarebbe vivo"

Luca Vecchione, obeso di 180 kg, muore a Taranto. Il fratello: “Ci fosse stata una Tac per lui in Puglia sarebbe vivo” (Foto Ansa)

BARI – Luca Vecchione pesava 180 chili ed è morto a 45 anni, domenica scorsa, durante il ricovero in ospedale a Taranto. E adesso suo fratello, Giulio Vecchione, chiede “un piano per l’acquisto di una Tac per grandi obesi, affinché a nessun’altro succeda quello che è capitato a mio fratello, morto al Santissima Annunziata di Taranto, senza avere potuto neppure fare una Tac perché in Puglia, per persone come lui, non ce ne sono”.

Luca giovedì scorso è caduto nella sua casa, a Leporano (Taranto) dove viveva con i suoi genitori. L’ambulanza lo ha portato al pronto soccorso dove gli hanno diagnosticato le fratture del gomito sinistro e del femore destro. E’ stato allora trasferito in Ortopedia per i primi interventi.

Dopo due giorni di ricovero, però, riferisce suo fratello Giulio, ha cominciato ad avere problemi allo stomaco: “Ogni volta che beveva o mangiava qualcosa, vomitava. Inoltre era diventato stitico. Probabilmente nella caduta aveva subito anche danni all’apparato digerente. Stava molto male. Non potendo fare una Tac – spiega Vecchione – in ospedale hanno fatto radiografie ed ecografie: era necessario operare anche se, hanno ammessi i medici, sarebbe probabilmente morto durante l’intervento”.

Tuttavia, afferma Vecchione, “ora è obbligatorio, prima di ogni operazione, eseguire una Tac. Esame che mio fratello non poteva fare perché in Puglia non ci sono macchinari adatti a obesi come lui che nelle Tac normali proprio non entrava”.

La sola Tac che hanno potuto fargli quando è arrivato al pronto soccorso, ricorda Giulio, “è stata alla testa, l’unica parte del suo corpo che entrava nel macchinario”. Giulio racconta che “solo a Matera c’è una Tac per i grandi obesi ma in quei giorni era anche in avaria”. Allora, prosegue, “i medici hanno provato a intervenire con i farmaci ma la situazione di Luca è peggiorata fino a quando hanno deciso di portarlo in rianimazione dove la notte tra sabato e domenica, a mezzanotte e mezza, è morto”.

Per Giulio, “la cosa più scandalosa è che mio fratello è stato tenuto in Ortopedia anche quando i problemi ortopedici erano stati tamponati. Sarebbe dovuto andare a Medicina e Chirurgia. Invece no. Gli infermieri e inservienti – aggiunge – hanno fatto tutto il possibile per assistere mio fratello, i medici no: ci hanno messo quattro giorni per toccargli la pancia. Ormai ragionano come dirigenti che pensano solo a far quadrare i conti”. Vecchione precisa che suo fratello “aveva tante patologie” tra cui “problemi di cuore, al sistema linfatico e circolatorio: prima o poi – ritiene – sarebbe morto”. “Quello che io voglio – ribadisce – è una Tac per grandi obesi: ce ne sono tanti nascosti in casa perché non possono uscire o si vergognano. E una Tac per obesi funzionerebbe anche per persone normali”.

A sollevare il caso è stato il consigliere regionale pugliese di Direzione Italia, Renato Perrini, il quale sottolinea che “nel Tarantino, ma forse nell’intera regione, non esistono macchinari diagnostici (Tac e Risonanza magnetica) in grado di poter visitare un obeso”. “Assurdo – rileva – se si pensa che l’obesità in Puglia interessa il 13% della popolazione”. “Per questo – annuncia Perrini – ho presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione, Michele Emiliano, perché venga fatto un monitoraggio su tutte le strutture sanitarie per conoscere quante sono nelle condizioni di poter diagnosticare malattie gravi su soggetti obesi e quindi provvedere a installarle con urgenza in caso di mancanza”.