Lucca: licenziato, uccide i due ex datori di lavoro e si toglie la vita

Pubblicato il 23 luglio 2010 17:44 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010 21:04

Ha covato il rancore per sei mesi, poi ha preso la pistola e ha ucciso i due ex datori di lavoro, colpevoli di averlo licenziato. Quindi si è tolto la vita.

Protagonista della tragica vicenda, accaduta a Massarosa, in provincia di Lucca, è Paolo Iacconi, 46 anni, ex rappresentante che era stato licenziato circa sei mesi fa. L’uomo ha freddato con la pistola l’ amministratore delegato e il reponsabile dell’amministrazione della sua ex società, la Gifas, e poi si è ucciso con la stessa arma.

L’ex rappresentante si è presentato nel pomeriggio nella sua ex ditta, la Gifas-Electric di Massarosa (Lucca), per un appuntamento con la direzione. In base a una prima ricostruzione, una volta entrato nell’ufficio dell’amministrazione, l’uomo avrebbe esploso quattro o cinque colpi di pistola, uccidendo le due vittime, e poi si sarebbe barricato nella stanza, dando fuoco a una parte dell’ufficio.

Operai e impiegati hanno subito dato l’allarme. Al loro arrivo, le forze dell’ordine hanno sfondato la porta e sono entrate negli uffici, trovando i cadaveri dei due dirigenti e, in un’altra stanza, quello dell’ex dipendente.

Jan Frederik Hillerm, 33 anni, uno dei due dirigenti uccisi questo pomeriggio in una ditta di Massarosa (Lucca), era padre da 20 giorni di una bambina. Iacconi, viveva in Friuli con il padre e la madre. Pare che, in passato, avesse sofferto di problemi di salute. In quei frangenti, l’altra vittima di oggi, Luca Ceragioli lo sarebbe andato a trovare per portargli un po’ di conforto.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte dall’Ansa davanti alla Gifas Electric, Iacconi non avrebbe mai avuto problemi coni due dirigenti uccisi. Eventuali discussioni per motivi di lavoro, sempre secondo indiscrezioni, Iacconi li avrebbe avuti con un altro dirigente dell’azienda che, però, al momento degli omicidi,  non era nella sede della Gifas.

Oggetto dell’appuntamento con i vertici della ditta sarebbe stata la richiesta dell’ex dipendente di discutere un’eventuale collaborazione con i suoi ex datori di lavoro, anche se potrebbe essersi trattato solo di un pretesto, di una scusa per incontrarli.  L’uomo sarebbe apparso tranquillo e avrebbe salutato prima di entrare nell’ufficio dei dirigenti tutti gli ex colleghi. Con sè aveva una borsa dentro la quale, probabilmente, aveva sia la pistola, sembra una calibro 7.65, sia una bottiglia con della benzina che poi avrebbe usato per dare fuoco all’ufficio.

I dipendenti della Gifas, in particolare i 4 o 5 del settore commerciale che si trovavano negli uffici attigui a quello del direttore Luca Geragioli, sono fuggiti quando hanno udito i primi colpi di pistola. Lo conferma Massimo Bianchi, uno di loro, che ha cercato di dare l’allarme e di far uscire tutti gli operai, che invece si trovavano al pian terreno. Davanti alla Gifas ora si trovano tutti i dipendenti in attesa di poter rientrare e prendere le loro cose e tornare a casa. E’ arrivata anche la moglie di Ceragioli, Laura, insieme ad una delle figlie, l’altra e’ attualmente in gita in Olanda. La donna ha avuto un leggero malore ed e’ stata poi accompagnata a casa.

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