Lucca, prof aggredito: sei studenti indagati. Preside: “Ma le sospensioni non servono”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 aprile 2018 11:32 | Ultimo aggiornamento: 20 aprile 2018 12:41
Lucca, prof aggredito: sei studenti indagati. Preside: "Ma le sospensioni non servono"

Lucca, prof aggredito: sei studenti indagati. Preside: “Ma le sospensioni non servono”

LUCCA – Non sono più solo quattro, ma sei gli studenti dell’Itc Carrara di Lucca indagati per le aggressioni ad un professore di storia e italiano. Ma il preside, Cesare Lazzari, frena sulle sospensioni: “Fanno da detonatore”.

I magistrati hanno deciso di allargare il numero delle persone coinvolte nell’inchiesta dopo aver visto anche i nuovi video apparsi in rete, che ritraggono altri compagni di classe che umiliano il docente. Al momento i reati ipotizzati sono violenza privata e ingiuria, ma potrebbero essere contestati anche reati legati appunto alla diffusione online del video, in cui i volti dei minorenni appaiono non pixelati.

Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, gli inquirenti starebbero vagliando anche la possibilità di contestare il reato di tentato furto dell’Ipad con il registro elettronico, che uno studente, in un video, prova a strappare dalle mani del professore. Quest’ultimo giovedì è stato intanto ascoltato dalla polizia giudiziaria come persona informata sui fatti.

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Intanto venerdì mattina all’istituto tecnico si tiene il consiglio di istituto che dovrebbe vedere la presenza a scuola sia dell’insegnante sia degli studenti coinvolti. “Uno perderà sicuramente l’anno, ha spiegato al Messaggero il preside, Cesare Lazzari. Non tutti, anche perché la scuola deve rappresentare un’occasione di crescita e di recupero. Valuteremo le sospensioni, che in questi casi possono arrivare a quindici giorni. Intanto d’ accordo con le famiglie abbiamo deciso di lasciare i ragazzi a casa per qualche giorno: bisognerà valutare la posizione dei singoli”, spiega il preside.

Sempre il dirigente scolastico assicura che parlerà con il professore: “Era sconvolto, rattristato, anche lui ha presentato denuncia contro i ragazzi. Ci sono ancora diverse cose da chiarire, compreso il contesto. Quella classe, già in passato, aveva dato qualche problema ma di rilevanza assai inferiore rispetto a oggi”.

Uno dei protagonisti dei video era già stato sospeso per tre giorni tra fine febbraio e inizio marzo, “sembra però che tali provvedimenti abbiano fatto da detonatore e siano stati presi come una sorta di sfida da parte di alcuni studenti”, sottolinea il preside. “Con quei ragazzi stavamo lavorando per far sì che continuassero un percorso scolastico, per convincerli a cercare un nuovo orientamento ma, con il loro gesto sembra quasi abbiano cercato di farsi buttare fuori”. E dire che non provengono da contesti difficili, ma da famiglie della media borghesia, solitamente collaborative con la scuola, scrive il Messaggero. Ma evidentemente, a scuola o in famiglia (o da entrambe le parti) qualcosa non ha funzionato.

 

 

 

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