Ici. Luciana Di Mieri perse casa nel 2010 per frana: ma deve ancora pagare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2014 13:04 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2014 13:25
Luciana Di Mieri perse la casa nel 2010 per una frana: ma deve ancora pagare Ici

La frana a Roscigno sulla statale SP342

SALERNO – La casa di Luciana Di Mieri è inutilizzabile da quattro anni, cioè da quando nel dicembre 2010 una frana cadde a Roscigno e la travolse, spaccandola a metà. Ma alla donna viene ancora chiesto di pagare l’Ici e altre tasse sulla casa ormai da anni inagibile.

Nonostante la donna non viva più in quella casa il Comune di Roscigno, in provincia di Salerno, continua a chiederle di pagare l’Ici. E l’ultimo sollecito di pagamento per l’Ici del 2011 è arrivato proprio prima di Natale, per un importo di 523mila euro.

Katiuscia Stio sul Mattino spiega che Luciana, la cui casa è stata dichiarata inagibile, non ha intenzione di pagare:

“È quanto accaduto alla signora Luciana Di Mieri, vedova del professore Albino Malzone, che, residente nel comune di Roscigno fino al 4 dicembre 2010, ha dovuto abbandonare la propria abitazione in ottemperanza ad una ordinanza di sgombero emessa a seguito della frana che ha interessato non solo l’immobile di sua proprietà, ma l’intero versante della collina, dove insiste la SP342 chiusa nella medesima data e ancora interdetta al traffico in mancanza di adeguati interventi di ripristino.

L’importo dovuto complessivamente è di 523mila euro, che la signora dichiara di non volere assolutamente corrispondere, così come le somme richieste per lo smaltimento di rifiuti solidi e quant’altro il Comune continua a notificarle, come altri 200mila circa, solo per il 2011”.

La Di Mieri ha spiegato al Mattino:

“«Sono a conoscenza dell’obbligo di legge derivante dalla proprietà degli immobili collabenti, per i quali le tasse vanno comunque pagate in misura ridotta, ovvero gli oneri derivanti da quella che viene definita superficie edificabile – dichiara la signora Di Mieri – Ma se il comune si ostina a notificarmi le richieste di pagamento, dovrebbe notificarle anche a tutti i proprietari delle abitazioni di Roscigno Vecchia»”.

La donna ha detto di sentirsi una “profuga in patria”, e che pagherà le tasse con tanto di interessi solo quando il Comune applicherà le stesse tasse e sanzioni anche agli altri nella sua situazione:

“«un principio di equità e giustizia che nessuno mi ha mai riconosciuto, nè gli amministratori, nè i funzionari del comune di Roscigno. Forse dovrò pagare sanzioni ed interessi, ma non mi importa, se pago io dovranno pagare anche tutti gli altri, amici e parenti compresi»”.