Luciano Aviello: chi è il testimone “innamorato” di Sollecito

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 12:39 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 12:39
Raffaele Sollecito

Raffaele Sollecito

FIRENZE – La Corte d’Assise d’appello di Firenze ha ordinato una perizia genetica su una traccia trovata sul coltello che l’accusa ritiene essere stato utilizzato per l’omicidio di Meredith Kercher. La Corte ha anche ordinato di ascoltare di nuovo la testimonianza di Luciano Aviello. Ma chi è Luciano Aviello? Luciano Aviello, ragazzo cresciuto nei quartieri spagnoli di Napoli,  ex camorrista detenuto nel carcere di Alba, in un interrogatorio videoregistrato del 31 marzo 2010  raccontò agli avvocati di Amanda Knox  di quella che era la sua verità sull’omicidio della povera Meredith.

“A uccidere Meredith – raccontò Aviello – la sera del primo novembre 2007 è stato mio fratello. Lo so perché è stato mio fratello a confessarmi l’omicidio e a consegnarmi il coltello ancora sporco di sangue e un mazzo di chiavi. Li ho nascosti sotto un muretto, dietro casa mia, coprendoli con terra, gesso e calce. Se il Tribunale di Perugia si deciderà ad ascoltarmi, sono in grado di far ritrovare l’arma del delitto e quelle chiavi”. Secondo Aviello “il fratello Antonio e un amico albanese, Florio, si introdussero nella casa per rubare alcune foto. Al posto delle foto però, stando al racconto, trovarono la ragazza inglese che si mise a urlare. Antonio la colpì col coltello alla gola e poi cercò di soffocare le urla, mentre lei si difendeva come una pazza”.

In aula però Aviello smentì tutto, il fratello non c’entra niente, e non ha mai nascosto alcun coltello e alcun mazzo di chiavi. Così come non ha mai abitato a Perugia come ha detto di aver fatto in aula davanti ai giudici. “Tutto falso e concordato”. Tutto falso e concordato per denaro, 30mila euro. Almeno sostenne Aviello. Ai magistrati umbri inoltre Aviello raccontò di aver conosciuto Sollecito nel carcere di Terni e di essersene innamorato.

Aviello verrà ascoltato di nuovo nella prossima udienza, il 4 ottobre. Nello stesso giorno la Corte, affiderà la perizia, che riguarda una traccia repertata sulla lama ma non analizzata.