Lugo (Ravenna), ragazzo accoltellato da compagno di scuola: ignoti i motivi del gesto

Pubblicato il 5 Ottobre 2010 20:16 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2010 20:29

A scuola c’era andato con quel coltello da cucina, lama da 15 centimetri. Poi all’entrata hanno litigato. L’altro, un suo compagno di corso, ha provato a scappare. Ma lui l’ha inseguito. E in breve l’ha raggiunto in un cortile a ridosso della scuola. Quindi l’ha colpito più volte, fino a vederselo cadere di fronte. E lì, preoccupato dell’accaduto, è stato lui stesso a chiamare l’ambulanza.

I protagonisti dell’accoltellamento accaduto all’esterno di un istituto tecnico di una frazione di Lugo (Ravenna) sono due studenti minorenni, due compagni di classe che tutti credevano buoni amici. Da una parte il presunto aggressore, un sedicenne del posto. Dall’altra un diciassettenne di Imola (Bologna), subito operato all’ospedale di Lugo. Secondo i medici dovrebbe cavarsela. Ma la sua prognosi rimane riservata.

I colpi, diversi e in successione, lo hanno centrato alle braccia e al ventre. Due, i più gravi, sono penetrati sin nell’intestino sfiorando alcuni importanti vasi sanguigni.

I carabinieri di Lugo hanno scavato nei rapporti di classe, ascoltando, oltre al sedicenne, pure alcuni tra compagni e testimoni e le insegnanti. Ma i motivi alla base del gesto non sono stati ancora chiariti. La pista dell’antica ruggine sembra esclusa visto che la referente territoriale del centro, Annamaria Dal Monte, ha spiegato che tra i due, così come le hanno raccontato le insegnanti, c’era un buon rapporto di amicizia e che in precedenza non c’era stato alcun segnale di disagio.

Di fatto, quando i due compagni si sono incrociati in strada poco prima di entrare nell’istituto, hanno iniziato a discutere animatamente. A un certo punto il diciassettenne ha forse capito che l’altro aveva un coltello. E allora ha iniziato a correre ma la sua fuga è finita pochi metri dopo.

”Tutti saremmo voluti andare in ospedale – ha continuato la Dal Monte – ma ovviamente sarebbe stato inopportuno. E cosi’ abbiamo cercato di confrontarci in ogni classe per trovare una spiegazione plausibile a quello che e’ successo, anche se non abbiamo ancora capito cosa possa avere scatenato il litigio”. L’arma e’ gia’ stata recuperata e sequestrata e il sedicenne e’ stato fermato. Ora rischia l’accusa di tentato omicidio. Del suo caso si occupera’ la Procura dei Minori di Bologna. Il ragazzo nel tardo pomeriggio e’ stato portato nel carcere minorile del ‘Pratello’.