Luigi Berlusconi, 21 anni, prende le distanze dal padre Silvio: “Né con lui né con mia madre. Lasciatemi in pace”

Pubblicato il 1 giugno 2009 10:12 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2009 10:19

Dopo la dichiarazione diffusa da un ufficio stampa venerdì sera, Luigi Berlusconi, il più piccolo dei tre figli del presidente del Consiglio e di Veronica Lario, riapre bocca e di fatto prende le distanze dal padre.

Luigi Berlusconi chiede ai mass media di non essere coinvolto (e questo lo fanno tutti i figli quando padre e madre litigano e le posizioni non sono ben chiare) e di non essere strumentalizzato nella vicenda che riguarda i suoi genitori.

Il giovane Berlusconi prende posizione mentre intorno a lui volano missili che il padre e il suo entourage tirano contro la madre, Veronica Lario, con colpi sempre più forti.

“Sono intervenuto per l’attacco a Silvio Berlusconi nel suo ruolo di padre e non per schierarmi contro mia madre. Le mie frasi non volevano insinuare nulla di più di quello che ho detto. Non voglio prendere le parti né dell’uno né dell’altra e non voglio che le mie parole vengano estrapolate dal contesto in cui sono state dette e dal significato con cui sono state pronunciate”.

Il figlio di Berlusconi ha trasmesso la sua dichiarazione, all’agenzia di stampa ANSA, e conclude chiedendo “di non essere strumentalizzato. Spero che per rispetto mio come figlio e come persona i giornali e la politica evitino di coinvolgermi ulteriormente”.

Povero ragazzo, si intuiscono, dietro le parole, le tremende pressioni cui è stato sottoposto negli ultimi giorni. Da un lato il padre, sotto attacco da più parti, che certamente ha insistito perché dicesse qualcosa da figlio di fronteall’improvvido riferimento ai figli fatto da Dario Franceschini; dall’altro la madre la quale, di fronte all’uso certamente strumentale delle parole di Luigi fatto dal marito, gli avrà detto: “Ma io sono tua madre faccio tutto questo per il tuo futuro”.

Succede nelle migliori famiglie, ma il fatto è che questa è prorpio una ddelle prime. Noi ci riserviamo di peccare, a loro questo diritto lo neghiamo.