Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, libero a fine pena? Serve una nuova udienza

di Giampaolo Grassi (Ansa)
Pubblicato il 19 febbraio 2015 7:16 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 22:20
Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, libero a fine pena? Serve una nuova udienza

Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, libero a fine pena? Serve una nuova udienza

(ANSA) – FIRENZE – Servirà una nuova udienza per stabilire se Luigi Chiatti, il cosiddetto mostro di Foligno, una volta scontata la condanna potrà tornare libero o dovrà essere rinchiuso in una casa di cura e custodia. In appello è stata infatti annullata l’ordinanza con cui il magistrato di sorveglianza di Firenze aveva disposto il ricovero di Chiatti quando, fra qualche mese, uscirà dal carcere.

La marcia indietro o, meglio, la frenata, è dovuta a una questione procedurale: una relazione psichiatrica è stata allegata agli atti troppo tardi, non lasciando così agli avvocati di Chiatti il tempo necessario per studiarla. In questo modo, dicono i giudici d’appello, è stato violato il diritto di difesa. Insomma, a differenza del magistrato di sorveglianza, che aveva stabilito il ricovero nella casa di cura e custodia rilevando il persistere della pericolosità sociale di Chiatti, stavolta i giudici non si sono pronunciati sulle condizioni psichiatriche del detenuto, ma si sono limitati a rilevare un ‘inciampo burocratico’.

Chiatti, 47 anni, è in carcere a Prato, dove sta scontando una pena a 30 anni per gli omicidi di Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, 13, commessi nei primi anni Novanta. Già nella sentenza perugina d’appello del 1996, poi divenuta definitiva, i giudici avevano previsto che, una volta scontata la pena, Chiatti venisse sottoposto a “misura di sicurezza della casa di custodia e cura per anni tre”.

Il provvedimento era stato confermato nei mesi scorsi dal magistrato di sorveglianza di Firenze che, sulla base anche a una relazione psichiatrica, aveva rilevato in Chiatti l’assenza di “qualsiasi revisione critica e consapevolezza” dei delitti commessi. Secondo il magistrato, in maniera univoca i dati ribadivano la “pericolosità sociale” di Chiatti e la necessità di collocarlo “in un contesto adeguatamente contenitivo”. La decisione depositata oggi non mette in discussione queste valutazioni, che si basano sugli stessi atti che avrà a disposizione il nuovo magistrato di sorveglianza chiamato a decidere, per l’ennesima volta, se fra qualche mese Chiatti potrà tornare libero o dovrà essere ricoverato e tenuto sotto controllo in una casa di cura. .