Luigi Di Lauro, giornalista Rai, indagato per omicidio di Anna Esposito

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Pubblicato il 18 settembre 2014 11:50 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 12:52
Luigi Di Lauro, giornalista Rai, indagato per omicidio di Anna Esposito

Anna Esposito

POTENZA – C’è un indagato nell’inchiesta sulla morte di Anna Esposito, la commissaria di polizia di Potenza che indagava sulla scomparsa di Elisa Claps e che è stata trovata impiccata con una cintura alla maniglia della porta di casa il 12 marzo del 2001. L’uomo è Luigi Di Lauro, 48 anni, giornalista Rai di Potenza, riferisce Francesco Viviano su Repubblica. Di Lauro è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di “omicidio volontario”.

L’ipotesi degli inquirenti è che Anna Esposito sia stata uccisa per “motivi passionali”. Di Lauro prima di sposarsi aveva avuto una lunga e tormentata relazione con Esposito, separata e madre di due bambini. Ricorda Viviano che

“Di Lauro, alcuni giorni dopo il “suicidio”, era stato sentito come “persona informata dei fatti” fornendo un alibi “non molto convincente”. Secondo le perizie dei medici legali la donna era morta tra le 21 e le 22 del 12 marzo del 2001 e il giornalista aveva sostenuto di avere incontrato il commissario lasciandola a casa intorno alle 20”.

L’iscrizione nel registro degli indagati di Di Lauro è una vera e propria svolta che arriva in una inchiesta in cui non sono mancati, scrive Viviano,

buchi e reticenze anche da parte di alcuni colleghi del commissario Esposito: quelli che senza un motivo plausibile, quel giorno di 13 anni fa andarono nella casa di servizio della Questura di Potenza dove abitava la donna “perché aveva ritardato di qualche ora in ufficio”, inquinando così la scena del delitto senza avvertire il magistrato”.

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Agli atti dell’inchiesta c’è anche un dettagliato rapporto dell’ex capo della Mobile di Potenza che evidenzia

“omissioni nella precedente indagine che fu incredibilmente archiviata come “suicidio”. Ma un suicidio impossibile: il cappio al collo con una cintura di cuoio fissata sulla maniglia di una fragile porta dell’appartamento, a un metro e tre centimetri di altezza, con il bacino della vittima che sfiorava il pavimento. Quando i colleghi di Anna entrarono in casa sfondando la porta, fecero molti errori, e il magistrato di turno trovò tutto sottosopra: cassetti rovistati, anche in ufficio e soprattutto l’agenda personale di Anna con le pagine strappate”.