Luigi Galletta, faida Forcella: “Ucciso per vendetta da quelli di Pasquale Sibillo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 agosto 2015 10:35 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2015 10:36
Luigi Galletta, faida Forcella: "Ucciso per vendetta da quelli di Pasquale Sibillo"

(Foto d’archivio)

NAPOLI – Una vendetta nell’ambito di una faida a Forcella: è per questo che è stato ucciso Luigi Galletta, il meccanico incensurato di 21 anni freddato in un agguato nella sua autorimessa venerdì 31 luglio. Una vendetta commessa forse, secondo quanto sta emergendo dalle indagini, dagli uomini legati a Pasquale Sibillo, ventenne latitante, a cui è stato ucciso il fratello Emanuele.

Racconta Leandro Del Gaudio sul Mattino che prima di uccidere Galletta lo hanno interrogato, minacciato e picchiato.

“Un pestaggio che valeva come un avvertimento, del tipo «pensaci bene, che non ti conviene metterti di traverso», poi – dopo qualche ora – sono tornati alla carica. E lo hanno ucciso”.

Ma perché hanno ucciso Luigi? Secondo Del Gaudi il giovane potrebbe essere stato il depositario forse inconsapevole

“di segreti legati ai nemici di chi ha premuto il grilletto puntando dritto al petto. La targa di uno scooter, le abitudini di un cliente ritenuto legato al clan rivale o qualsiasi altro elemento che fa gola a chi mastica amaro per un lutto recente”.

Nella sua officina Galletta potrebbe aver incontrato gente dei Mazzarella, o custodito, per mmotivi di lavoro, scooter riconducibili al killer che ha ucciso lo scorso 2 luglio Emanuele Sibillo.

Scrive Del Gaudio:

“Eccoli i possibili moventi dell’omicidio di un ragazzo estraneo alle logiche criminali, rimasto intrappolato nelle maglie di un sistema criminale che non accetta compromessi: «Se non ci fai un favore, se non fai quello che chiediamo, significa che stai con gli altri, quindi meriti di essere ammazzato», l’antifona.

Ricostruzione che scava nei rapporti di forza tra i clan in guerra per la leadership di Forcella: ad uccidere Luigi – sta emergendo dalle indagini – quelli legati a Pasquale Sibillo, ventenne latitante, inferocito dalla morte del fratello Emanuele.

Vuole vendetta, non accetta tregue e compromessi. Chi ha ucciso Emanuele deve essere consegnato dal cartello rivale, perché ha premuto il grilletto quando il fratello era voltato, colpendolo alle spalle”.