Picchia la madre, poi muore. “Luigi Marinelli ucciso dalla polizia”

Pubblicato il 9 Settembre 2011 20:49 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2011 20:49

ROMA – ”L’hanno ammazzato i poliziotti, lo dimostra anche l’autopsia: Luigi aveva alcune costole rotte”. E’ l’accusa di Vittorio Marinelli, il fratello dell’uomo di 49 anni morto dopo una lite con la madre mentre gli agenti tentavano di bloccarlo, lunedì scorso a Roma. La famiglia Marinelli ha annunciato che procederà legalmente contro gli agenti.

”Vogliamo giustizia, le cose non sono andate come abbiamo letto sui giornali”, afferma Marinelli precisando più volte che il fratello Luigi ”era uscito dal giro della droga ormai da 20 anni”- da quando era in cura al Sert – e che faceva uso di hashish o cocaina solo sporadicamente.

”Era schizofrenico ma non tossicodipendente”, afferma. ”Lunedì scorso, dopo la chiamata di mia madre, si sono presentati tre bravissimi agenti di polizia – dice Marinelli, di professione avvocato – che erano riusciti a calmare Luigi conquistandosi la sua fiducia. Ma quando mio fratello voleva uscire di casa per raggiungere la fidanzata lo hanno bloccato, e direi giustamente dato che era ancora su di giri”.

Proprio quel gesto ha scatenato l’ira di Luigi che ha provato a divincolarsi. ”I tre agenti non riuscivano a tenerlo cosi’ hanno chiamato rinforzi – ricorda il fratello – Poco dopo è arrivato un quarto agente, un vero energumeno, che è saltato addosso a mio fratello ammanettandolo e bloccandolo violentemente contro la porta spingendo con il ginocchio contro la sua schiena”.

”Mi sono subito accorto che qualcosa non andava e ho gridato immediatamente di togliergli le manette, ma non avevano le chiavi”, continua. ”Solo con l’arrivo di altri agenti con le chiavi, i poliziotti sono riusciti a liberare mio fratello che però era ormai esanime a terra. Inutile l’arrivo del 118. Ormai era morto il 118, arrivato in ritardo di un’ora, non doveva portare via il corpo”.

L’AVVOCATO: COME FEDERICO ALDROVANDI  ”Ci sono molte analogie con il caso di Federico Aldrovandi”. A sostenerlo è Antonio Paparo, il legale che sta seguendo il caso di Marinelli. Aldrovandi morì nel 2005, picchiato dagli agenti di polizia, condannati in primo grado a tre anni e sei mesi.

”Il quadro clinico che emerge dai primi risultati dell’autopsia non è compatibile con la ricostruzione di quanto avvenuto lunedi’ scorso nell’appartamento”, sostiene Paparo. ”Le costole fratturate sono 12 – precisa il legale – ed inoltre dagli esami emerge una lesione alla milza con una piccola emorragia interna”. L’avvocato non nasconde che qualcosa sia andato storto lunedì scorso nell’appartamento dell’Eur. ”C’e’ il rischio che gli agenti abbiano sbagliato molte cose – sottolinea -, sicuramente sono andati sopra le righe nelle procedure di arresto”.