Cronaca Italia

Luigi Puny Miroli è morto: era il ristoratore “Puny” di Portofino, frequentato da Berlusconi

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Luigi Puny Miroli è morto: era il ristoratore “Puny” di Portofino, frequentato da Berlusconi

PORTOFINO (GENOVA) – E’ morto Luigi Puny Miroli, titolare del noto ristorante “da Puny” in piazzetta a Portofino, locale frequentato da Silvio Berlusconi. Il ristoratore aveva 85 anni. E’ morto nella notte tra venerdì e sabato in una clinica genovese dove era ricoverato.

Puny è stato il simbolo del turismo di Portofino, nel suo ristorante hanno cenato tantissimi vip ai quali lui dava del tu. Lascia la moglie e un figlio.

“Da Puny” era uno dei sei ristoranti italiani entrati nella lista dei cento migliori del mondo secondo la rivista Elite Traveller, insieme ad Al Sorriso di Soriso (Novara), alla Osteria Francescana di Modena, La Pergola di Roma, Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (Mantova) e all’Enoteca Pinchiorri di Firenze.

Luigi Puny Miroli non è stato solo un ristoratore apprezzato dai vip, fu anche personaggio televisivo, protagonista di una serie di spot televisivi per una marca di riso e una di dadi. Ebbe anche modo di fare il pesto per papa Wojtyla durante la sua visita a Chiavari (Genova), nel 1988.

Puny è stato uno dei primi ristoratori di Portofino: insieme alla madre aprì sulla Calata Il Navicello nel 1945; prima di lui la nonna Santa aveva avuto nel 1851 un ristorante. Visse la fortuna di Portofino con l’arrivo dei grandi attori americani da Rex Harrison ad Ava Gardner e Clark Gable. Tra i vip che sceglievano la sua cucina nel ritornante sulla piazzetta di Portofino c’erano Denzel Washington, Magic Johnson, Steven Spielberg, Elton John, solo per citarne alcuni.

Tutti i personaggi del mondo dello spettacolo, della moda, della finanza arrivati a Portofino, si sono seduti almeno una volta ai tavoli del ristorante “da Puny”, che il ristoratore definiva una trattoria. I suoi camerieri non avevano una giacca ma erano in maniche di camicia. I suoi piatti sono quelli della tradizione ligure: antipasti di mare, pappardelle al pesto, piselli e gamberi, orata alla genovese, gamberoni al forno. Da tempo il ristoratore era debilitato dalla malattia, nel fisico, ma non nello spirito, tanto che fino all’ultimo ha lavorato nel suo locale, pianificando anche la prossima stagione e i relativi giorni di chiusura invernali.

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