Luigi Vazzana si addormenta sul materassino: ritrovato in Calabria, non in Sicilia

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Agosto 2019 14:46 | Ultimo aggiornamento: 20 Agosto 2019 14:46
luigi vazzana

Luigi Vazzana dopo essere stato soccorso (Facebook)

ROMA – La Capitaneria di Porto di Reggio Calabria precisa che Luigi Vazzana, il 28enne che sabato 17 agosto si era addormentato sul materassino in mare, è stato recuperato dopo nove ore vicino alle coste di Messina anche se a diverse miglia dalla riva. Non avrebbe quindi raggiunto la Sicilia come raccontato inizialmente in questa vicenda dai contorni misteriosi.

I Carabinieri e alcuni gestori di lidi balneari, affermano invece che Vazzana è stato recuperato a poche centinaia di metri dalla riva, restando quindi sempre vicino alla costa calabrese. La stessa versione la racconta il giovane, rimasto nascosto per ore tra gli scogli con alle spalle l’ombra del Castello Ruffo di Scilla (provincia di Reggio Calabria) che domina lo Stretto. Tutte e due le versioni confermano però con il fatto che Vazzana non è mai arrivato a toccare le coste del versante messinese dello Stretto.

“Non capisco perché vengono fuori notizie false su quanto è accaduto — ha raccontato al Corriere della Sera lo stesso Luigi —. Ho avuto sangue freddo, sono riuscito a stare lucido e questo mi ha permesso di resistere tante ore in acqua”. Il giovane, sabato pomeriggio si trovava in compagnia di amici nella spiaggia di Scilla: intorno alle 17 ha deciso di tuffarsi in acqua portandosi dietro il materassino. Non vedendolo rientrare, i suoi amici hanno dato l’allarme.

Il 28enne, al Corriere della Sera ha ripercorso le ore trascorse in mare: “Una volta in acqua mi sono sdraiato sul materassino a pancia in su. Forse ho perso i sensi, può darsi abbia avuto un colpo di sonno. Fatto sta che mi sono ritrovato lontano dalla riva. Mi sono girato per capire dove mi trovassi e a quel punto mi sono accorto che il materassino era bucato. Me lo sono stretto al petto per impedire che si sgonfiasse completamente e anche per ripararmi dal freddo”. Prosegue il ragazzo: “Adesso verranno a cercarmi dicevo mentre tremavo dal freddo e sentivo passare vicino a me tonni e pescespada”.

La ricostruzione di Vazzana risulta però lacunosa. Come spiega infatti il Corriere: “E’ difficile che una persona aggrappata a un materassino per giunta bucato, in mezzo al mare, per diverse ore, prima che calesse il buio, non venisse facilmente individuata. Inoltre, addormentarsi nello Stretto su un materassino è poco probabile visto che quel tratto di mare è solcato giornalmente da centinaia di piccole e grosse imbarcazioni e navi da crociera”.  Questo è anche il periodo della caccia al pescespada. I pescatori della zona vanno avanti e indietro lungo lo Stretto con delle imbarcazioni tipiche che hanno torri di avvistamento alte dieci metri. Nessuno però ha visto la sagoma del giovane in mezzo al mare.

Ancora il Corriere: “E non poteva essere altrimenti visto che Luigi Vazzana se ne stava tra gli scogli sotto choc e che se non fosse stato così disorientato avrebbe potuto fare quattro bracciate e raggiungere facilmente la riva (la Guardia Costiera ha parlato di mare calmo e vento inesistente ndr). Oppure salire sugli scogli e chiedere aiuto, sbracciandosi, visto che in quel tratto scorre il tunnel che unisce il lungomare di Scilla al porto”.

Vazzana è originario di Reggio Calabria ed ha un lavoro come dipendente di una azienda. Al Corriere racconta di aver sentito gli elicotteri sorvolare la costa di Messina, spiegando però che lui si trovava sul versante calabrese.

La Capitaneria di Porto di Reggio Calabria è stata comunque veloce nell’intervento: nella zona sono state fatte confluire tre motovedette e un gommone. Un’ unità navale è partita anche da Messina, mentre da Catania si è alzato un elicottero della Guardia Costiera.

Le ricerche sono andate avanti per ore su una vasta area che arriva fino a due miglia dalla costa calabrese. A note fonda, un gommone dei soccorritori si è avvicinato alla riva ed ha individuato Vazzana che, una volta a terra, ha potuto riabbracciare i suoi genitori che lo attendevano sulla banchina. 

Fonte: Corriere della Sera