Luigi Vecchione si toglie la vita: il ricercatore denunciò presunte irregolarità in un concorso all’università

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2018 17:07 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2018 17:07
Luigi Vecchione, ricercatore si toglie la vita e accusa università

Luigi Vecchione si toglie la vita: il ricercatore denunciò concorso truccato all’università

ROMA – Ha sporto denuncia sostenendo che un concorso a cui aveva partecipato nel 2016 era truccato.Una denuncia all’Anac per le presunte irregolarità nella selezione avvenuta presso la Sapienza. Luigi Vecchione, ricercatore di 43 anni, ha poi costruito una pistola con un solo colpo e si è tolto la vita nella sua casa in provincia di Frosinone. A trovare il corpo è stato il padre, che ha trovato anche un biglietto in cui l’uomo chiedeva di consegnare i documenti che aveva raccolto all’avvocato della famiglia e alla polizia.

Corrado Zunino su Repubblica scrive che Vecchione era un ingegnere meccanico e che si è tolto la vita mercoledì 7 novembre, lasciando alla famiglia questo biglietto: “Mamma, papà, scusatemi. Mi hanno trattato come un mafioso. Portate tutto all’avvocato Testa”. Il ricercatore aveva preso parte a un concorso come tecnico amministrativo di laboratorio a La Sapienza e dopo aver denunciato le presunte irregolarità all’Anac era depresso e convinto di essere perseguitato, come ha dichiarato il suo avvocato Angelo Testa. Poco prima di togliersi la vita, l’ingegnere era stato ascoltato in questura a Frosinone sulla vicenda e secondo l’avvocato “sembrava sereno”.

Vecchione era uno studente lavoratore che si è laureato nel 2011 a 36 anni e ha preso il dottorato all’Università della Tuscia. Poi quel concorso a La Sapienza, dove si erano presentati in 14 ma per l’ingegnere i vincitori erano già stati scelti. Così dopo aver raccolto le sue prove, ha inviato il 9 novembre 2016 le carte all’Anac, che ha girato i documenti alle procure di Roma e Viterbo.  

Nell’ultimo periodo l’ingegnere temeva di essere seguito e controllato e aveva iniziato ad accusare un profondo malessere, fino a quando lo scorso agosto il suo progetto si è concluso ed è stato affidato ad altri. “Per portarlo a compimento mi sarebbe servito ancora un anno. Mi hanno allontanato perché hanno scoperto che li ho denunciati”, diceva. Ora la polizia indaga sull’accaduto e il padre di Luigi chiede verità: “Lui è un martire della corruzione negli atenei”.