M5s condannato a risarcire 22mila euro a Mario Canino: “Fu espulso ingiustamente”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 gennaio 2019 13:08 | Ultimo aggiornamento: 24 gennaio 2019 13:11
M5s condannato a risarcire 22mila euro a Mario Canino: "Fu espulso ingiustamente"

M5s condannato a risarcire 22mila euro a Mario Canino: “Fu espulso ingiustamente”

ROMA – Il Movimento 5 Stelle dovrà risarcire con 22 mila euro a Mario Canino. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma dando ragione all’ex grillino, capofila degli espulsi del Movimento. La sentenza rischia di fissare un pericoloso precedente per i 5 Stelle, oggi alle prese anche con altre richieste di risarcimento da parte di altri “epurati”. Ultima in ordine di tempo, quella del generale Gregorio De Falco, che ha citato in giudizio Luigi Di Maio, dopo la sua espulsione dal gruppo M5s del Senato.

La vicenda di Canino risale al 2016, quando si è candidato alle Comunarie per Roma, per correre come consigliere comunale al Campidoglio. Canino ottenne 124 preferenze, ma fu poi espulso dal Movimento perché, secondo i vertici grillini, non aveva dichiarato “la sua pregressa militanza all’interno del partito politico Italia dei Valori”.

Per il giudice Guido Romano quella espulsione sarebbe “nulla”. Non era richiesto dal Non Statuto, è la motivazione del tribunale, “il presupposto di non avere mai partecipato ad altri movimenti o partiti politici”. Pertanto, “sia ai fini dell’iscrizione al movimento politico che ai fini della partecipazione alla procedura di selezione dei candidati alla carica di consigliere comunale di Roma Capitale” era necessaria solo “l’attestazione di non essere – evidentemente, all’attualità – iscritto a detti movimenti e partiti all’atto della candidatura”.

Il giudice ha quindi condannato l’Associazione Movimento 5 Stelle del 2009 e quella del 2012, entrambe presiedute da Beppe Grillo, a pagare 22mila euro a Canino come rimborso per le spese di lite.

L’avvocato di Canino, Lorenzo Borrè, è lo stesso legale che difende De Falco e altri grillini contrari all’espulsione.  All’Adnkronos, l’avvocato ha spiegato che “la sentenza ha valenza politica perché conferma la illegittima mattanza di candidati avvenuta in occasione delle comunali romane”.