M5S sbaglia metro, trionfa ovunque il lavorare coi piedi

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 maggio 2019 9:43 | Ultimo aggiornamento: 9 maggio 2019 9:43
M5S sbaglia metro Spagna, trionfa ovunque il lavorare coi piedi

M5S sbaglia metro, trionfa ovunque il lavorare coi piedi (foto Facebook)

ROMA – M5S sbaglia metro. Non il partito a salire in metro, non il Movimento a trovare la linea giusta. Più banalmente e su scala minore qualcuno che lavora a e per M5S lavora coi piedi. Un piccolo ma significativo esempio della marcia trionfale e inarrestabile per ogni dove, della comunicazione almeno, del lavorare appunto coi piedi.

Accade che a Roma da settimane e mesi tre stazioni della Metro siano chiuse per una incredibile inenarrabile e irresponsabile storia di guasti e danni e rischi e manutenzioni forse sì e forse no alle scale mobili. Settimane, mesi…una roba che solo una cittadinanza assuefatta al peggio alla fin fine tollera come si tollera una sciagura atmosferica. Comunque la cosa brucia, almeno un po’, a M5S romano che di Roma ha la sindaca e di fatto un governo monocolore. In nessun paese al mondo un’amministrazione comunale sopravviverebbe a settimane e mesi di metro sottratta, negata alla città perché forse qualcuno si è mangiato i soldi della manutenzione delle scale mobili e comunque adesso vai a trovare non solo chi le ripara ma soprattutto chi si assume la responsabilità di firmare un: sono pronte, riaprite le stazioni.

Accade che una di queste tre stazioni metro Roma, quella di Piazza di Spagna venga riaperta dopo…soli 40 giorni di chiusura. Non ci sarebbe in assoluto nulla da sbandierare, la cosa più indicata sarebbe un elegante silenzio. Ma a M5s romano sono inconsciamente fedeli allo “un bel tacere non fui mai scritto”. E infatti non taccino, parlano, anzi scrivono, anzi postano. Scrivono una rivendicazione orgogliosa della stazione metro che riapre e corredano il post con una foto. Solo che ci mettono la foto di Villa San Giovanni stazione a  Milano invece che quella di Piazza di Spagna a Roma.

Dunque, qualcuno a M5S Roma dice a qualcun altro di M5S Roma: facciamoci propaganda, facciamoci promozione, parliamo bene di noi stessi, lodiamoci perchè riapre stazione metro. E qualcuno, lavorando per M5S, lavora come evidentemente sa lavorare. Lavora come quasi ovunque si lavora ormai nella comunicazione, nella politica, nel giornalismo (c’è da temere accada anche altrove). Ecco come lavora quel qualcuno: stende un testo anoressico di concetti e grammatica ma bombato di emozioni al silicone, ricetta standard. Poi, escludendo questo qualcuno abbia fatto confusione tra San Giovanni a Roma e Villa San Giovanni a Milano, questo qualcuno delega ad un computer la ricerca della foto.

Poi questo qualcuno non controlla, non verifica. E non perché questo qualcuno sia pigro. E’ perché controllo e verifica qualità prodotto nel campo della comunicazione sono cose non più richieste. Non le chiede più il committente, non le chiede più il cliente. Sono quindi controllo e verifica spariti dal mansionario. Lavorare coi piedi non comporta fastidio, imbarazzo, problema. Nessuno la sta lì a far lunga se hai lavorato coi piedi, se lo facesse si aprirebbe la questione: lavoriamo tutti coi piedi, che vuoi fare?

L’episodio in sé non macroscopico è però l’ultimo di una lunga, ininterrotta e prolifica serie, capita più volte di quanto non capiti e non sono più gaffe, sono eventi ormai…ambientali. Non è più uomo morde cane ma è cane morde uomo che un partito politico, il più votato, quello di governo, in una sua comunicazione auto elogiativa sbagli pure la metro. Come se un fotografo di matrimoni illustrasse le nozze di Mario e Luisa con le foto della cerimonia di Mara e Luigi…Neanche le basi del mestiere. Ma la verità è che nella comunicazione, politica soprattutto ma non solo, non esiste più neanche il mestiere.