Macerata, Luca Traini spara sui migranti: 6 feriti, accusa di tentato omicidio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 febbraio 2018 21:20 | Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2018 21:20
Macerata, Luca Traini spara sui migranti: 6 feriti, accusa di tentato omicidio

Macerata, Luca Traini spara sui migranti: 6 feriti, accusa di tentato omicidio

MACERATA – A bordo della sua auto, armato di pistola, ha iniziato a sparare sui migranti che incontrava per le strade di Macerata il 3 febbraio. Non contento, ha esploso colpi anche contro la sede del Pd. Una caccia all’uomo del raid razzista che si è conclusa quando gli agenti sono riusciti a fermarlo, in piazza Vittoria. “L’Italia agli italiani“, ha gridato con la bandiera tricolore al collo prima di farsi arrestare. Ora Luca Traini, 28 anni e originario di Tolentino, dovrà rispondere di tentato omicidio per il ferimento di 6 persone, di cui due gravi.

Una mattinata di follia, con la città sprofondata nel panico per quell’uomo a bordo di un’Alfa nera che sparava contro la gente in strada in pieno giorno. I carabinieri che sono riusciti ad arrestarlo hanno detto di aver provato un “grande senso di liberazione”: “Per la città e anche per noi: siamo due genitori. E’ andata bene così”.

Un raid il cui movente, al momento, resta un mistero. Traini, candidato della Lega Nord alle elezioni amministrative di Corridonia nel 2017, era un razzista ed estremista. Così l’ha descritto il titolare della palestra che frequentava, Francesco Clerico, fino all’ottobre scorso, quando proprio per i suoi atteggiamenti xenofobi è stato cacciato. Inoltre era in cura per un disturbo border line con uno psichiatra, sostiene l’uomo che lo conosceva da oltre dieci anni.

Il sospetto è che dietro alle sparatorie ci sia una malata vendetta per il brutale omicidio di Pamela Mastropietro, una giovane di 18 anni ritrovata a pezzi in due valigie a Pollenza, per cui è accusato il nigeriano Innocent Osenghale. Tra Luca e Pamela, però, non ci sono collegamenti. Né gli investigatori, né i familiari della giovane uccisa ritengono che i due si conoscessero.

 

Ora Traini si trova in carcere e l’accusa nei suoi confronti è di tentato omicidio. A l momento la posizione del giovane è ancora al vaglio degli investigatori ma a suo carico dovrebbe essere formalizzato l’arresto. Dall’indagine è finora emerso che il giovane era da solo in auto quando ha sparato, quindi si è conclusa la caccia al secondo sospetto. Non stato ancora chiarito se abbia esploso i colpi mentre era in movimento o anche fermandosi. Gli stranieri feriti sono sei, tutti di colore. Due di loro sono ricoverati in ospedale con riserva di prognosi e potrebbero essere operati a breve. Meno gravi le condizioni degli altri quattro i quali non è escluso che vengano dimessi a brevi.

“Nessuno cavalchi l’odio”

Tutte le forze politiche si sono scagliate contro il gesto di Traini, compreso Matteo Salvini della Lega Nord che definisce “delinquente chiunque spara”, ma punta il dito della “responsabilità morale” contro “chi apre l’Italia ai clandestini”. Marco Minniti, il ministro dell’Interno, ha ribadito che davanti a un fatto così grave non bisogna cavalcare l’odio:

“Auspico una risposta ferma e unitaria da parte di tutti. Siamo di fronte ad una iniziativa criminale individuale preparata e progettata dallo stesso Traini. Non c’è nulla al momento che faccia pensare ad una iniziativa organizzata con altri. E’ emerso un evidente odio razziale: c’è un background di estremismo di destra con chiari riferimenti al fascismo e al nazismo. Quello che è avvenuto ricorda un raid di rappresaglia armata del tutto casuale”.

Minniti ha aggiunto che non c’è’ alcun rapporto tra i feriti e Traini. La sparatoria di Macerata è un fatto

“inaccettabile perché in una democrazia non è consentito a nessuno di farsi giustizia da solo, anche se in questo caso non c’è nulla che possa richiamarci ad un’idea di giustizia. Lo Stato non transige: non è argomento di dibattito politico”.

Il tragitto dell’orrore di Luca Traini.

E’ arrivato da Villa Potenza ed ha imboccato la salita di via dei Velini per Macerata Luca Traini, alla guida della sua Alfa Romeo nera, per cominciare il suo raid a colpi di pistola per le strade del centro contro stranieri e giovani di colore. Ha cominciato a sparare all’altezza dello Stadio Helvia Recina, poi nei pressi del centro commerciale Conad di via dei Velini. Poi ha fatto la circonvallazione, raggiungendo la stazione ferroviaria dove ha sparato altri colpi, quindi è salito verso l’ospedale.

Ha sparato anche dei colpi ad un’auto in sosta dei carabinieri e ha raggiunto corso Cairoli, dove ha colpito un uomo di colore raggiunto al torace all’altezza della pasticceria Morresi. Proseguendo ha imboccato via Pancalducci e quindi via Cioci, da lì è salito per via Spalato (dove ha sparato un colpo contro la sede del Pd).

Luca Traini è anche arrivato fino a Casette Verdini, nei pressi del luogo dove sono stati trovati i due trolley contenenti il cadavere smembrato di Pamela Mastropietro. Ha sparando all’altezza del Bar H7 e infine è arrivato a Piediripa, ritornando poi in città per imboccare in salita di nuovo via Spalato e quindi la discesa di Santa Croce per poi fermarsi davanti al Monumento ai Caduti in piazza della Vittoria, dove è stato catturato.