Macerata, Enrico Mentana: “Tutti parlano di Luca Traini ma nessuno parla dei feriti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 febbraio 2018 14:13 | Ultimo aggiornamento: 4 febbraio 2018 14:13
Uno dei feriti del raid razzista di Luca Traini (foto Ansa)

Uno dei feriti del raid razzista di Luca Traini (foto Ansa)

ROMA – “Tutti oggi parlano dello sparatore, per dargli del terrorista, del fascista, del pazzo o della testa calda, dell’isolato o del cittadino esasperato, o perfino del vendicatore. Nessuno parla dei feriti, di chi sono, che storie hanno, come stanno. Sono ‘gli invasori'” scrive, su Facebook, il direttore del Tg LA7 Enrico Mentana.

“Il sopruso – dice Enrico Mentana – sta anche nell’aver criminalizzato l’accoglienza, nell’aver creato un clima di odio per chi arriva, nell’aver infangato le Ong, nel promettere di ripulire l’Italia senza essere nemmeno in grado di ripulire le proprie liste. L’Italia che specula sulla paura attua un gioco molto rischioso per tutti”.

E ancora: “Mia mamma era di Macerata, e siccome apparteneva a una minoranza a rischio di vita dovette nascondersi per un anno con la madre il padre e la sorellina in un fienile sui monti, fino alla Liberazione”.

Sono sei i migranti feriti da Luca Traini.

I primi sono stati colpiti in via dei Velini. Poi, ad allarme era già scattato, Traini ha fatto in tempo a sparare ancora in via Spalato, vicino alla casa dove viveva il presunto assassino di Pamela, contro il portone della sede del Pd, e in corso Cairoli. Svuota due caricatori interi, quasi una trentina di proiettili, con la sua pistola semiautomatica e regolarmente detenuta.