Macerata, sms dell’ex scatena la violenza: 30enne massacrata a calci e pugni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 giugno 2018 10:58 | Ultimo aggiornamento: 8 giugno 2018 10:58
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Macerata, sms dell’ex scatena la violenza: 30enne massacrata a calci e pugni

MACERATA – “Mi ha colpito con una violenza inaudita. Mi ha preso a pugni e calci in faccia, sulle braccia, sulla schiena, ha continuato a colpirmi anche quando ero a terra e la mia amica mi ha messo le braccia attorno al viso per proteggermi. Mi chiedete se ora ho paura? Sì ce l’ho. Tanta. Perché lui sa dove abito”. E’ il terribile racconto di Federica Luzio, 30enne di Pollenza, titolare del ristorante “La pecora nera” di Macerata.

La donna è stata vittima di una brutale aggressione da parte di un ragazzo che frequentava da poche settimane e di un amico di quest’ultimo al termine di una serata in discoteca a San Benedetto, in provincia di Ascoli Piceno.

“Non stavamo insieme, non si può dire neppure che fossimo fidanzati – spiega la 30enne a Cronache Maceratesi –, semplicemente uscivo con lui”. La serata spensierata di lì a poco si è trasformata in un incubo. “Nel locale in cui siamo andati a ballare c’era anche il mio ex fidanzato – spiega la donna –. La serata prosegue tranquilla, finché non usciamo da lì e io scambio due parole col mio ex, con cui ero stata insieme due anni. Non pensavo che gli altri mi avessero visto. Comunque poi saliamo in macchina tutti e quattro, non guidavo io ma l’amico del ragazzo che stavo frequentando, quando a un tratto mi arriva un messaggio dell’ex sul cellulare. Allora il tipo con cui uscivo mi strappa il telefono di mano. È allora che si scatena l’inferno”.

L’amico ferma la macchina e il ragazzo che frequentava “mi trascina fuori dalla macchina per i capelli, butta il telefono a terra e lo schiaccia col piede. Poi iniziano le botte. Una violenza inaudita. Poi ho perso conoscenza”. Tutto questo sarebbe accaduto intorno alle 5 della mattina del 2 giugno. Il 28enne è stato denunciato. “Se ho deciso di raccontare tutto e metterci la faccia – spiega Luzio – è perché queste cose non devono assolutamente accadere. Consiglio alle donne di non aver paura di denunciare. Il ragazzo con cui uscivo ha pensato che io fossi una sua proprietà. Ma io non sono sua. Né di nessun altro”. Il 28enne e l’amico sono poi stati fermati dalla polizia, poche ore dopo i fatti, alla stazione di Civitanova.

“Chiederò sia valutata una misura che la tuteli – sottolinea legale di Luzio, l’avvocato Federico Valori –. Tra l’altro, ora lui sta cercando di rappacificarsi, mandando messaggi all’amica di Federica e dicendo che lui non è così, e chiede come sta. È l’atteggiamento più pericoloso. Federica poi presenta lesioni non riconducibili alle percosse, forse bruciature di sigaretta, lei non sa cos’è accaduto dato che non era cosciente. La testimone racconta che l’amico di lui non è intervenuto, anzi stava a guardare e rideva”, precisa Valori.

Per l’amico del presunto aggressore, di origini albanesi e residente a Macerata, si può profilare il concorso, mentre per il 28enne l’avvocato Valori pensa si possano configurare i reati di lesioni personali gravi, rapina e violazione della privacy.