Maddalena: arsenale di armi sparito nel nulla. Mistero coperto dal segreto di Stato

Pubblicato il 19 Luglio 2011 9:56 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2011 9:56

OLBIA – E’ sparito dall’isola di Santo Stefano alla Maddalena un vero e proprio arsenale, partito dall’ex Unione Sovietica e sequestrato nel 1994 dalla marina italiana. Missili, razzi anticarro e katiuscia, kalashnikov e munizioni che dovevano essere distrutte ma che sono rimaste là per venti anni e che recentemente sono state portate via, verso Civitavecchia. Poi da lì chissà dove, forse Afghanistan o Libia? Non si sa e non si saprà mai visto che la Procura di Olbia Tempio aveva avviato delle indagini ma quando si stava per avvicinare alla realtà la presidenza del Consiglio ha imposto l’alt del “segreto di Stato”.

E rimane un interrogativo: perché, come racconta ‘Il Corriere della Sera’, un bel giorno 4 container, scortati da mezzi dell’Esercito, sono stati imbarcati su un traghetto della compagnia Saremar dalla Maddalena a Palau e da Olbia su una nave della Tirrenia (con 600 passeggeri a bordo) per Civitavecchia?

Partite dall’ex Unione Sovietica, destinazione i Balcani in guerra, nel 1994 le armi furono intercettate su una nave nel Canale d’Otranto e sequestrate. Devono essere distrutte, aveva ordinato il tribunale di Torino. Invece due mesi fa missili, razzi e kalashnikov sono stati portati via dal bunker, consegnati dalla Marina all’Esercito, sbarcati nel Lazio, spariti nel nulla.

L’inchiesta del sostituto procuratore di Tempio Riccardo Rossi è partita proprio da qui: perché non sono state distrutte e invece portate via? A chi sono finite? Nel bunker di Santo Stefano ne sono rimaste ancora? L’indagine era vicina a una svolta ma il segreto di Stato ha bloccato tutto.