“Sono Maddalena, faccio la escort”. Il Comune a Roma fa sparire i poster

Pubblicato il 9 Settembre 2011 17:33 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2011 17:39

ROMA – “Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile” e ancora “Sono Maria, non sono vergine e ho un forte senso di spiritualità”. Il Comune di Roma ha deciso di fare sparire i manifesti con il brand di moda Fracomina.

Il sindaco Gianni Alemanno ha firmato un’ordinanza ad hoc per disporre la loro rimozione. Stando alla nota i poster “siti su impianti privati di due condomini a Cinecittà e su via Cristoforo Colombo, ”utilizzano rappresentazioni grafiche e di comunicazioni dei messaggi obiettivamente percepiti come lesivi della dignità della donna e realizzati, tra l’altro, anche con palese accostamento a significati afferenti la sfera della sensibilità religiosa della comunità”.

La campagna pubblicitaria, già oggetto di numerose critiche in altre città italiane, ”produce un effetto di intollerabile affermazione di pregiudizi culturali e di stereotipi sociali fondati sulla discriminazione di genere e sul credo religioso – continua la nota. Simili pubblicità devono considerarsi come assolutamente lesive dei principi fondamentali che informano lo statuto di Roma Capitale, per come specificamente affermati nella deliberazione n. 25 dell’8 marzo 2010 con la quale l’Assemblea Capitolina ha approvato la moratoria cittadina delle pubblicità lesive della dignità della donna. Le stesse immagini sono presenti anche su alcuni autobus di Atac: l’Amministrazione ne ha chiesto l’immediata rimozione e l’azienda di trasporto pubblico sta tempestivamente provvedendo”.

LA REPLICA ”Pur nel pieno rispetto del ruolo istituzionale del sindaco Gianni Alemanno, giudichiamo un atto ipocrita la rimozione della nostra campagna pubblicitaria dalle strade e piazze di Roma giudicata immorale solo perche’ usa il registro dell’ironia in alcuni suoi slogan”. Questa la replica dell’amministratore delegato di Pfcmna, titolare del marchio di abbigliamento femminile Fracomina, Ferdinando Prisco.

”La tesi sostenuta dall’ordinanza secondo cui la stessa sarebbe motivata dall’offesa recata all’immagine donna – continua Prisco -, ci conferma che non è stato assolutamente compreso lo spirito della campagna pubblicitaria di Fracomina che parla alle giovani donne puntando, invece, su una visione evoluta della femminilità capace di giocare, con un’ironia per nulla volgare e sfacciata, con stereotipi vecchi e polverosi”. L’a.d. respinge le accuse di discriminazione e pregiudizi sociali presenti nella propria campagna e sostiene invece che ”è proprio considerando alcune donne piu’ o meno meritevoli di altre solo in virtu’ delle proprie scelte di credo e di vita che si alimenta il pregiudizio”.

”Questo è un atto, mi si consenta, più degno del comune di Teheran che del Comune di Roma, storicamente aperto al dialogo. Anche perché il sindaco Alemanno, che è un attento lettore dei giornali, sapra’ perfettamente che la realta’ del nostro paese, politica e non, supera ampiamente in peggio i contenuti dei nostri innocenti e autoironici slogan. Forse a chi ha redatto l’ordinanza sfugge che a ogni ora del giorno e della notte vanno in onda, in tutte le televisioni del paese, spot e film infinitamente piu’ espliciti, violenti e volgari nei contenuti rispetto ad una campagna che ha il difetto di voler ‘giocare’ su un registro leggero in un Paese in cui il clima si fa sempre più pesante”.