“Vendevo armi per pagare i dividendi agli investitori”: parole del “Madoff dei Parioli”

Pubblicato il 10 Aprile 2011 13:04 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2011 18:39

ROMA – Il “Madoff dei Parioli” Gianfranco Lande parla dalla sua cella di Regina Coeli, il carcere di Roma nel quale è rinchiuso. Imputato per una maxi truffa da 170 milioni di euro si difende e, davanti al pm Luca Tescaroli, racconta: i suoi affari erano solidi, “ho incassato 84 milioni di euro attraverso la Vector Aerospace per la vendita di 14 caccia Eurofighter… con i guadagni delle armi pagavo i dividendi”.

L’interrogatorio avvenuto venerdì 8 aprile alla presenza degli investigatori della Guardia di Finanza (nucleo valutario) getta nuova luce sul crac che è stato ribattezzato «la truffa dei vip» e che ha coinvolto centinaia di personaggi noti, tutti convinti da Lande ad investire i loro soldi (per qualcuno i risparmi di una vita) nelle attività del broker, presunto mago della finanza.

Lande ha spiegato la mappa delle sue società e rivelato, oltre agli affari della Vector Aerospace, di aver creato alle Bahamas il fondo Karla: con questo vennero investiti 14 milioni di euro arrivati attraverso una fiduciaria irlandese. Sarebbero i soldi che i Piromalli gli chiesero indietro: 14 milioni affidati agli investitori tramite 2 indagati eppoi in parte restituiti agli esponenti del clan; almeno 6 milioni sarebbero tornati alla famiglia.

Per l’affare dei caccia, il Madoff dei Parioli avrebbe avuto contatti con Walter Schoen, un commerciante di armamenti, cui fa capo una piccola galassia di aziende, una con sede a Londra, in Dover Street 31, dove si trovano anche gli uffici della Vector Aerospace di Lande. Nel corso di 6 anni, la Vectoer avrebbe versato a una delle controllate di Schoen, la Centroconsult Ltd, circa 7 milioni e 600 mila euro. E un altro milione e 400 mila euro l’anno sarebbero andati alla Euro Business Development GMBH di Vienna, di nuovo ricollegabile allo stesso Schoen e a un secondo commerciante di armi, Alfred Plattner.