Maestre “nonne” che picchiano i bambini, in 6 anni più 1400%! Perché solo i domiciliari?

di Lucio Fero
Pubblicato il 29 Gennaio 2020 8:45 | Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio 2020 9:53
Maestre "nonne" che picchiano i bambini a scuola e all'asilo, in 6 anni più 1400%! Perché solo i domiciliari?

Maestre “nonne” che picchiano i bambini, in 6 anni più 1400%! Perché solo i domiciliari? (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Maestre che picchiano, maltrattano, insultano  i bambini loro affidati. Bambini tra i 3 e 5 anni, bambini piccoli, quasi sempre non in grado di raccontare, spiegare ciò che loro succede al nido, all’asilo. Tornano però a casa turbati, qualche genitore nota, qualche altro no. Qualche genitore si insospettisce e va alla polizia. Da tempo le forze dell’ordine prendono quel genitore che va da loro molto, molto sul serio. Perché molto, molto spesso, quando dopo il sospetto denuncia dei genitori, si piazzano micro telecamere in aula queste inquadrano e mostrano maestre che picchiano i bambini, li maltrattano, li strattonano, li insultano, li spaventano.

Gennaio 2020, in 28 giorni otto, ben otto di casi di maestre che picchiano i bambini. Otto quelli giunti alla cronaca, circa uno ogni tre giorni. Un’inchiesta di Avvenire quantifica il fenomeno, numeri impressionanti: in sei anni i casi denunciati e acclarati sono cresciuto di 14 volte! Perché questa colossale crescita dei casi di maltrattamenti ai bambini da parte di maestre?

Certamente a causa di una sorta di maggior vigilanza da parte dei genitori (è già successo in altri posti, può succedere anche a scuola del mio bambino). Certamente a causa della maggior credibilità che le forze dell’ordine concedono, a ragion veduta, a chi denuncia.

Ma forse c’è un altro motivo alla radice dell’incremento dei casi: l’età media sempre più alta della maestre. Età media che ha raggiunto i 56 anni. Dando vita a quella che viene definita la condizione delle maestre “nonne”. E stavolta nonna non è sinonimo di affetto e sicurezza, tutt’altro. La maestra “nonna”, cioè anagraficamente e psicologicamente non più “mamma”, non sviluppa più accudimento. Sviluppa intolleranza. Non ce la fa, non regge il compito. Il compito, non la fatica. Nessun alibi giustificatorio per le violenze sui bambini, non c’è fatica lavorativa che le motivi. Le violenze nascono dalla non più capacità e disponibilità a sostenere ilo compito, non la fatica, dell’accudimento.

Di certo l’incremento dei casi noti e scoperti non deriva da forme di auto controllo nei nidi, asili e simili. Dove invece continua a reggere un’omertà vestita appunto con l’argomento dei piccoli pestiferi e delle maestre sotto stress.

Infine una domanda, solo una domanda. Non forcaiola e neanche giustizialista. Le maestre che picchiano i bambini, bambini piccoli, se e quando colte in flagrante, finiscono agli arresti domiciliari. Cioè vengono messe in condizione di non nuocere ancora, non nuocere ancora ai bambini. Ma la violenza sui bambini piccoli, l’attraversamento della frontiera civile e anche del tabù culturale per cui i bambini piccoli non si picchiano, non meriterebbero una pena, una sanzione e non solo una sospensiva? Adulto che picchia bambino è crimine, non solo reato.