Mafia, cosca di Bagheria azzerata. Tutti i nomi degli arrestati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2014 13:37 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2014 13:37
(foto d'archivio)

(foto d’archivio)

PALERMO – Blitz all’alba dei carabinieri contro la cosca mafiosa di Bagheria, roccaforte storica di cosa nostra a Palermo: in totale  31 provvedimenti di fermo firmati dal pubblico ministero nei confronti di capi e gregari del mandamento mafioso di Bagheria, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, sequestro di persona, estorsione, rapina, detenzione illecita di armi da fuoco e danneggiamento a seguito di incendio.

Tra gli arrestati nomi eccellenti come Carlo Guttadauro – fratello di Filippo e Giuseppe – capo decina di Aspra. E ancora Giuseppe Comparetto, uomo d’onore di Villabate, ed Emanuele Modica, di Casteldaccia, considerato affiliato alla mafia canadese, che nel 2004 scampò alla morte in un agguato a Montreal. In manette anche Fabio Vitale. Tra i fermati ci sono Giuseppe Di Fiore, Giovanni Pietro Flamia, Salvatore Lo Piparo, Giovanni Di Salvo, Michele Modica ed Emanuele Cecala, questi ultimi ritenuti responsabili anche di alcuni fatti di sangue.

“La testa dell’acqua”: così gli appartenenti alla cosca chiamavano il capo del clan, capo di una sorta di “direttorio provinciale”. Le indagini che hanno portato al blitz sono nate grazie alle dichiarazioni di due nuovi pentiti, il killer Sergio Flamia e il geometra Enzo Gennato. Con loro un contributo determinante lo hanno dato i 44 imprenditori e commercianti che si sono ribellati al racket delle estorsioni. Per la prima volta in quel contesto ambientale ben 20 vittime hanno confermato la pressione estorsiva alla quale erano sottoposte, alcune anche da decenni”. Lo dice il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo Pierangelo Iannotti

Le indagini hanno permesso anche di identificare gli esecutori materiali dell’omicidio di Antonino Canu, ucciso a Caccamo il 27 gennaio 2006, e del tentato omicidio di Nicasio Salerno, ammazzato sempre a Caccamo il 23 agosto 2005.