Mafia Capitale: doppio stipendio a 12 politici, co.co.pro. per Buzzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 9:50 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 9:53
Mafia Capitale: doppio stipendio a 12 politici, co.co.pro. per Buzzi

Mafia Capitale: doppio stipendio a 12 politici, co.co.pro. per Buzzi

ROMA – Tra i bilanci della cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi ci sono anche circa 250mila euro serviti a pagare l’assunzione co.co.pro. di 12 consiglieri circoscrizionali. Incassavano il gettone di presenza per le sedute assembleari (per un massimo di 2400 lordi al mese sempre raggiunti) e l’assegno mensile di Buzzi. Con la beffa che la cooperativa anticipava il pagamento, ma poi lo Stato, secondo la legge, rimborsava l’azienda per le ore perse dedicate all’attività politica. Claudia Guasco su Il Messaggero riferisce l’elenco dei consiglieri emerso dalle carte dell’inchiesta.

L’elenco comprende dodici persone, per un esborso complessivo a carico delle cooperative di 247.061,82 euro. Tutte regolarizzate con un contratto di un anno che va dal minimo netto mensile di 839,25 euro percepito da Alessia Petrucci (consigliere di Valmontone) e Stefano Aloisi (eletto in Campidoglio), al massimo di 1.775,95 euro di Cristiano Rasi (X Municipio). Andrea Volpi, altro consigliere, incassa un assegno mensile di 1.578 euro dalla Cosma, Alessandro Petrini (un seggio a Tivoli), Andrea Liburdi (II Municipio) e Antonio Aumenta (XII Municipio) 1.250,17 euro a testa.

Stessa remunerazione di 1.007,57 euro per Matteo Guidoni, consigliere con deleghe allo Sport, Salute e Politiche sociali, per Paolo Rendina (presidente di FI alla Magliana, nessun incarico pubblico), Paride Alampi (XVI Municipio), Andrea Liburdi (II Municipio) ed Emanuele Cagiola, neoeletto capo della Commissione bilancio a Ladispoli. (Claudia Guasco, Il Messaggero).

Scrive Guasco del Messaggero che l’assunzione è un modo di fidelizzare il consigliere. In particolare la rete consiliare a pagamento sarebbe stata approntata da Luca Gramazio per assicurarsi in futuro il maggior numero di preferenze:  “Io tra un anno vado a votare con le preferenze…se c’ho tutti a…me lavorano più sereni…allora mi metto questi qua e gli do lo stipendio” lo si sente dichiarare al telefono. Ma il costo dell’operazione preoccupa Buzzi e Carminati (i rimborsi dello Stato arrivano a rilento).

I costi lievitano, tant’è che il 12 novembre 2014 Carminati, Buzzi, il suo ragioniere Paolo Di Ninno e Testa si riuniscono per discutere la questione. «Certo è vantaggiosa questa cosa qua, però…», riflette Carminati. Però i conti sono sballati. «A parte che c’è una questione di lordo e il costo aziendale è più alto, mediamente un 20%. Ma il problema, Frabrizio, è che prima che arrivi il rimborso ci vuole un sacco di tempo», sottolinea Buzzi. Perché «a Coratti gli abbiamo preso uno, un consigliere municipale…ancora non abbiamo visto una lira». Mentre la cifra a carico delle coop è aumentata a 542 mila euro. «Come paghiamo? Come risolviamo?», chiede Carminati. «Si porta l’elenco a Luca e si verifica quelli necessari e quelli non necessari», consiglia Buzzi. (Claudia Guasco, Il Messaggero).