Al bagno il 41 bis non si applica

Pubblicato il 24 Marzo 2010 17:19 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 17:19

Salvatore Lo Piccolo

Il carcere duro non si applica in bagno. Il 41 bis per mafiosi e terroristi può violare la privacy, quindi via le telecamere dai bagni del carcere per i boss. Lo ha deciso il magistrato di sorveglianza di Milano, Giovanna Di Rosa, che ha disposto che sia spenta la videosorveglianza nella toilette nella cella del carcere di Opera in cui è rinchiuso il boss palermitano Salvatore Lo Piccolo.

Lo Piccolo, arrestato con il figlio Sandro nel novembre 2007 a Palermo, aveva in passato già fatto ricorso al magistrato di sorveglianza contro i provvedimenti restrittivi del 41 bis, come il divieto di leggere i giornali e la posta. Poi il suo avvocato, Maria Teresa Zampogna, si è rivolto alla Cassazione protestando contro una lunga lista di restrizioni e misure del carcere duro, tra cui proprio la videosorveglianza 24 ore su 24 sia nella cella che in bagno.

Il ricorso è stato accolto dal giudice Di Rosa che ha emesso la prima sentenza di questo tipo in Italia. La direzione del carcere di Opera aveva giustificato le telecamere con “esigenze di sicurezza e tutela” ma il boss non ha mai fatto pensare a tendenze autolesionistiche quindi il magistrato di sorveglianza ha ritenuto che non sia necessario “riprendere ogni istante della sua vita” in particolare in bagno. Per “tenere d’occhio” Lo Piccolo, dunque, basteranno le feritoie che permettono agli agenti di controllare i servizi igenici.