Mafie: arresti e beni sequestrati in Sicilia, Calabria e Campania

Pubblicato il 30 Novembre 2010 8:06 | Ultimo aggiornamento: 30 Novembre 2010 9:07

Arresti per mafia a Partinico (Palermo). Ventitré persone sono state arrestate a Partinico, in provincia di Palermo: si tratterebbe di presunti uomini d’onore della cosca locale accusati, a vario titolo, di mafia ed estorsione.

L’operazione, denominata ”The End”, nasce da un’attività investigativa che ha azzerato il mandamento mafioso di Partinico, importante crocevia tra le province di Palermo e Trapani, negli ultimi anni al centro di una vera e propria faida tra famiglie mafiose rivali.

In Calabria beni sequestrati alla ‘ndrangheta. Beni per un valore di 8 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia a un presunto affiliato alla ‘Ndrangheta, Vincenzo Verterano, 46 anni, nato a Torino, ma appartenente a una famiglia di origine calabrese.

I beni sequestrati consistono in due aziende del settore autodemolizione con sede a Torino e dieci unità immobiliari, tra cui appartamenti, autorimesse e fabbricati destinati a negozi e case ubicati a Torino, Borgaro Torinese, Villa Deati (Alessandria) e Marina di Gioiosa Ionica.

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Vincenzo Verterano ha precedenti per traffico di stupefacenti, tentato omicidio e porto abusivo di armi. In passato è stato coinvolto in operazioni del Ros dei Carabinieri che ne hanno dimostrato il ruolo di presunto referente della Cosca Aquino per il traffico di sostanze stupefacenti in Piemonte.

A Napoli colpito il clan Misso. Ventuno persone, affiliate al clan camorristico dei Misso, ritenuto ormai in estinzione e già attivo nel quartiere Sanità, sono state arrestate dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Napoli. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di omicidi, tentativi di omicidio e di detenzione e porto illegali di armi da fuoco aggravati dal metodo mafioso.

Nel corso delle indagini sono stati acquisiti gravi indizi di colpevolezza a carico delle persone che, tra il 1999 ed il 2006, hanno dato vita ad una delle più sanguinose guerre di camorra scoppiate a Napoli causata, in un primo momento, dalla contrapposizione armata tra il clan Misso ed il cartello camorristico della Alleanza di Secondigliano e successivamente, all’interno dello stesso clan Misso, contro la frangia scissionista creata da Salvatore Torino.

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