Cassazione: “Il clan Fasciani di Ostia è la mafia a Roma”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2020 16:52 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2020 16:52
Cassazione: "Il clan Fasciani di Ostia è la mafia a Roma"

La Cassazione: “Il clan Fasciani di Ostia è la mafia a Roma” (Foto Ansa)

ROMA –  “Si può affermare che anche la città di Roma ha conosciuto l’esistenza di una presenza ‘mafiosa’, sebbene in modo diverso da altre città del Sud, ma non per questo meno pericolosa o inquinante il tessuto economico e sociale di riferimento”: a dirlo è la Corte di Cassazione nelle motivazioni del verdetto che il 29 novembre ha confermato le condanne per associazione mafiosa e altri delitti al clan Fasciani che alla fine degli anni ’90 ha fatto il “salto” da “associazione semplice” a clan mafioso usandone i “metodi”. 

Il clan Fasciani, spiega la Cassazione, rappresenta “un emblematico esempio di ‘mafia locale’” e con esso “anche la città di Roma ha conosciuto l’esistenza di una presenza ‘mafiosa’, sebbene in modo diverso da altre città del Sud, ma non per questo meno pericolosa o inquinante il tessuto economico-sociale di riferimento”.

La Corte, nella sua sentenza lunga ben 151 pagine, parla di un “sodalizio semplice” operante a Ostia “fin dagli anni Novanta”, che “si eleva nella sua quotidiana operatività ad associazione mafiosa, attraverso ulteriori e pregnanti condotte tipiche alle quali tutti i sodali partecipano consapevolmente arrecando ciascuno un contributo causale finalisticamente orientato proprio ad acquisire egemonia criminale nel territorio di insediamento”: un “salto di qualità” che “coinvolge non soltanto la singola persona”, il capo “indiscusso” del clan Carmine Fasciani, “che vede aumentata la sua fama criminale”, ma anche “quel substrato di carattere familiare che ne costituiva l’originario nucleo storico”.

I giudici di piazza Cavour, inoltre, puntano l’attenzione sulla “assenza di denunce ad opera delle persone offese”, elemento “correttamente valorizzato ai fini della sussistenza del reato” in “un contesto caratterizzato da una varietà di fatti illeciti accertati, ma mai denunciati”: “Non è stato quindi affermato che, poiché nel territorio di Ostia non risultano denunce e reati, è presente un’associazione mafiosa; piuttosto – osserva la Cassazione – è stato riconosciuto che dalla constatazione che per i reati, anche se non specificamente contestati, emersi da questo e da altri procedimenti strettamente connessi, le persone offese, anche se non individuate, non hanno mai sporto denuncia, è stato possibile risalire ad un clima di omertà confermativo del metodo mafioso”. (Fonti: Ansa, Agi)