Messina: sequestrati beni per 50 milioni ai fratelli Pellegrino, legati al boss Spartà

Pubblicato il 30 Giugno 2010 7:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2010 10:20
polizia

A Messina sono stati sequestrati beni per un totale di 50 milioni di euro ai fratelli Nicola e Domenico Pellegrino, ritenuti esponenti di spicco di un gruppo criminale affiliato al clan del boss mafioso Giacomo Spartà. Grazie a questi rapporti i due fratelli avrebbero costruito un impero economico, attraverso il monopolio nel settore della produzione di calcestruzzo e movimento terra a Messina, incrementando il proprio volume di affari del 1000% in pochi mesi.

I beni confiscati erano stati sequestrati il 24 giugno del 2009 dalla Dia di Messina. Si tratta di quote sociali di cinque società, 39 immobili, tra cui terreni, ville e appartamenti, 40 mezzi, tra cui camion, betoniere, trattori, fuoristrada, autovetture e moto di grossa cilindrata, due impianti di produzione di calcestruzzo completi di silos, nastri trasportatori ed altri macchinari, 20 rapporti bancari e polizze assicurative per oltre 200 mila euro, un terreno con annessa una lussuosa villa.

Nel corso delle indagini, agenti della Dia hanno scoperto anche gravi irregolarità legate alle forniture di calcestruzzo, che in molti casi sarebbe stato ”depotenziato”.