Mafia e Stato: la verità coperta con depistaggi e falsi pentiti

Pubblicato il 21 luglio 2010 12:05 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2010 13:15

Paolo Borsellino

I magistrati di Caltanissetta sarebbero vicinissimi alla verità sulla morte di Falcone e Borsellino e sul periodo stragista della mafia, quello del 1992, svelando qualla rete intricata che lega le cosche e alcuni pezzi deviati di istituzioni e servizi segreti.

Quello che si vocifera da anni potrebbe presto essere svelato, la politica potrebbe non reggerne il peso, assicurano i pubblici ministeri che coordinano l’indagine. I fatti in questione riguardano precisamente l’attentato fallito al magistrato Giovanni Falcone, quello dell’Addaura nel 1989, e la strage di via D’Amelio che nel ’92 costò la vita al giudice Paolo Borsellino.

La storia viene ricostruita oggi da Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera, che spiega come molte presunte “verità” in realtà siano frutto di depistaggi e versioni fasulle di falsi pentiti. Per la vicenda di via D’Amelio sarebbe assodato che ci fu un depistaggio, 18 anni fa: per questo oggi risultano indagati 3 poliziotti e lo sarebbe anche un quarto se non fosse morto anni fa. Allora venne dato credito a pentiti “fasulli”, poi smentiti dal pentito Gaspare Spatuzza, che ha dimostrato alla procura di essere invece affidabile.

Ma quale sarebbe il movente di questo depistaggio ancora non è noto. E svelando questo movente  si potrebbe finalmente definire il famoso contatto tra mafia e Stato, come annunciato dalla procura di Caltanissetta ieri.

Il presidente della Commissione Antimafia, Beppe Pisanu, ha riconosciuto, solo qualche giorno fa, che allora ci fu “un intreccio tra mafia, politica, grandi affari, poteri occulti, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato che più volte, e non solo in quegli anni, abbiamo visto riemergere dalle viscere del Paese”. Pisanu ha anche negato decisamente che i magistrati di Caltanissetta abbiano dichiarato di essere ad un passo dalla verità sulla strage di Via d’Amelio e che la politica non sarebbe in grado di reggere il peso di tale verita”’.

Ora tocca ai magistrati svelare i contorni di questi intrecci. Poi si vedrà se la politica reggerà il peso delle rivelazioni.