Malattie gravi: selezione embrioni non è più reato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 14:28 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 14:38
Malattie gravi: selezione embrioni non è più reato

Malattie gravi: selezione embrioni non è più reato (Foto Ansa)

ROMA – La selezione degli embrioni prima dell’impianto non è più reato, ma solo in caso di diagnosi di malattie gravi. Questa la sentenza della Corte Costituzionale emessa l’11 novembre che stabilisce come gli embrioni che rientrano nei criteri di gravità previsti dalla legge 194 sull’aborto possono essere soppressi senza incorrere nelle condanne previste dalla legge 40 sulla fecondazione assistita.

Il divieto assoluto di selezioni degli embrioni cade così con la sentenza dei giudici della Corte costituzionale, che hanno stabilito che non è reato la selezione nei casi in cui sia esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili.

La Corte ha così giudicato “non fondata” la questione relativa alla soppressione degli embrioni, che invece è vietata e sanzionata penalmente dalla legge 40 sulla fecondazione assistita. Ora se in fase di diagnosi preimpianto risultano affetti da grave malattia genetica, nei criteri stabiliti dalla legge 194 sull’aborto, gli embrioni potranno essere selezionati.

La legge 40 torna così a far parlare di sé il giorno seguente le dichiarazioni di Elena Cattaneo, senatrice ed ricercatrice a capo del Laboratorio di cellule staminali dell’università di Milano, che l’aveva definita “ipocrita” alla luce del sì alla sperimentazione sulle staminali anche in Italia, ma solo se importate dall’estero e non prodotte nel nostro paese.