Malpensa: la riduzione dei voli fa preoccupare i lavoratori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Aprile 2020 11:20 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2020 11:26

MILANO – Quanto può incidere la diminuzione del traffico aereo e dell’attività aeroportuale per i lavoratori di Malpensa e, più in generale, per le aeree vicine all’aeroporto? La risposta è semplice: moltissimo.

Secondo le stime riportate da “La Prealpina” sono 4.235 i residenti nei nove Comuni del Consorzio urbanistico volontario – Somma Lombardo, Lonate Pozzolo, Ferno, Samarate, Cardano al Campo, Besnate, Casorate Sempione, Golasecca e Vizzola Ticino – che lavorano al Terminal 1, al Terminal 2 e alla Cargo City.

A questi numeri, relativi solo ai nove comuni citati, vanno aggiunti quelli di tutti gli altri lavoratori che hanno un’occupazione fissa all’interno dello scalo e che quindi percepiscono un reddito diretto dalla città del volo, e tutto questo senza tenere in considerazione l’indotto.

Secondo le ultime stime, la società di gestione aeroportuale, è l’azienda più grande non soltanto della provincia di Varese, ma dell’intera Lombardia. Il dato emerge dai numeri relativi alla distribuzione territoriale dell’occupazione a Malpensa a fine 2019: 21000 lavoratori. Di questi il 79 per cento, cioè 16.590 persone, risiede in Lombardia, il 7 per cento (1.470) vive nella provincia di Novara e il 14 per cento (2.940) in altri posti.

Va da sé che, sebbene nei comuni interessati il dibattito sul rapporto tra Malpensa e popolazione circostante sia in continua evoluzione, la chiusura obbligata del Terminal 1 con la conseguente precipitazione dell’operatività è un macigno caduto sul territorio.

C’è un valore che più di altri riesce a indicare quanto sia il potenziale del più importante aeroporto intercontinentale del Nord Italia ed è racchiuso in queste cifre: 39 miliardi 700 milioni di euro in processi economici attivati che producono un corrispondente effetto occupazionale di 348mila posizioni lavorative. Questa è Malpensa.

In altre parole, secondo quanto riportato nella dichiarazione non finanziaria del progetto di bilancio 2019 approvato dal consiglio di amministrazione SEA, l’attività aeroportuale godeva di ottima salute e si stava confermando come uno dei settori cardine del panorama economico italiano.

L’obiettivo da raggiungere adesso è uno, trovare un modo di ripartire adottando soluzioni intelligenti che possano funzionare nel medio-lungo periodo. Perché soltanto quattro mesi fa Malpensa registrava una chiusura di esercizio che addirittura surclassava i migliori risultati da prima del dehubbing: 28 milioni 700mila passeggeri.