Maltempo, la Protezione Civile sta valutando se deviare parte dell’Adige verso il lago di Garda

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 ottobre 2018 21:55 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2018 21:55
Maltempo, la Protezione Civile sta valutando se deviare parte dell'Adige verso il lago di Garda (foto Ansa)

Maltempo, la Protezione Civile sta valutando se deviare parte dell’Adige verso il lago di Garda (foto Ansa)

VERONA – La Protezione Civile sta valutando di deviare parte della portata dell’Adige verso il lago di Garda, per evitare che la piena del fiume arrivi in pianura Padana. “Stiamo decidendo – dice il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli – se aprire una galleria non utilizzata da molti anni, in modo da far defluire l’Adige verso il Garda. In questo modo sarebbero deviati verso il lago circa 500 metri cubi al secondo e questo consentirebbe di far scendere il livello del fiume, evitando di far arrivare la piena su Verona”.

I fiumi “vanno puliti”. E gli alberi “vanno potati”. Ma la “manutenzione programmata e preventiva” va fatta prima, appunto, e in maniera costante, non quando le previsioni meteo hanno già annunciato l’imminente arrivo della tempesta o, peggio ancora, quando l’emergenza è già in atto. Poco prima di presiedere il Comitato operativo, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ribadisce quel che i suoi predecessori hanno gridato più volte, inascoltati: senza una seria opera di prevenzione, senza una messa in sicurezza del territorio che avvenga con una programmazione costante e non in seguito ad un disastro, è impossibile evitare le tragedie che puntualmente colpiscono il nostro paese ogni volta che piove o che c’è un terremoto. Il primo pensiero di Borrelli è però per le sei vittime e per una allerta che non è ancora finita. “L’Adige, il Tagliamento, il Brenta e l’Isonzo presentano grosse criticità – dice il capo della Protezione Civile all’ANSA – e per questo stiamo valutando di aprire una galleria inutilizzata da anni che ci permetterebbe di far defluire l’acqua dell’Adige verso il lago di Garda”. Si deciderà nel corso del Comitato operativo con l’obiettivo di “far defluire dall’Adige verso il lago circa 500 metri cubi al secondo, in modo da far scendere il livello del fiume ed evitare che la piena arrivi a Verona”.