Maltempo Sicilia, sindaco di Altavilla Milicia: “Tutte case abusive nel letto del fiume”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2018 16:20 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2018 19:03
Maltempo Sicilia, sindaco Altavilla Milicia: case abusive nel letto del fiume

Maltempo Sicilia, sindaco di Altavilla Milicia: “Tutte case abusive nel letto del fiume”

PALERMO – Le case travolte dalla furia del fiume Milicia tra i comuni Altavilla Milicia e Casteldaccia erano abusive e costruite proprio nel letto del corso d’acqua. I sindaci dei due comuni, Giuseppe Virga e Giovanni Di Giacinto, all’indomani del maltempo che ha ucciso 12 persone nella provincia di Palermo, sottolineano che il territorio è devastato dall’abusivismo e che almeno due lottizzazioni di case fuori legge si trovano nel letto del fiume e vi scaricano le proprie fognature.

Virga ha rilanciato l’allarme dell’abusivismo, sottolineando: “Da assessore e poi da sindaco fatto prima segnalazioni verbali ai carabinieri, poi un esposto alla Procura di Termini Imerese insieme all’ex sindaco di Castedaccia Fabio Spatafora. Segnalammo che la situazione era pericolosa e che si trattava di zona ad altissimo rischio idrogeologico. Dalla denuncia non solo nulla si è mosso, ma hanno continuato a costruire nell’alveo del fiume”.

Il Milicia nel tempo ha ridimensionato la sua portata e ha fatto una specie di curva lasciando libero un tratto della vallata in cui sono state realizzate decine di costruzioni senza alcun rispetto delle distanze di legge, spiega Virga: “Stanotte il fiume si è ripreso il suo letto  ed è successa la tragedia”.

Proprio a Casteldaccia sono morte nella notte tra il 3 e 4 novembre 9 persone, tutta la famiglia di Giuseppe Giordano che aveva preso in affitto circa due anni fa la casa travolta dal fiume Milicia in piena: la moglie Stefania Catanzaro, i figli Rachele e Federico, il padre Antonino con la madre Matilde Comito, i fratelli Marco e Monia Giordano. E ancora Francesco Rughoo e Nunzia Flamia. 

Giordano, che ha perso moglie e figli, ora vuole risposte: “Se sapevano del rischio – dice alla camera mortuaria del Policlinico, dove ci sono i suoi nove parenti morti nella notte – perché non ci hanno avvertiti?”. La Procura di Termini Imerese ha aperto un’indagine sull’accaduto ma intanto resta il grido d’allarme inascoltato dei sindaci delle due città, che avevano provato a mettere in guardia contro l’abusivismo dilagante nei pressi di quel fiume che con il maltempo si è riempito e risvegliato.