Maltempo. Temporali e neve, allagamenti e danni: da Roma a Calabria e Sardegna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2013 12:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2013 13:49
Maltempo. Temporali e neve, allagamenti e danni: da Roma a Calabria e Sardegna

Maltempo. Temporali e neve, allagamenti e danni: da Roma a Calabria e Sardegna (Foto LaPresse)

ROMA – Temporali, vento e neve si abbattono sull‘Italia. L’ondata di maltempo continua e intanto tutto il Paese si trova a fare i conti dei danni e degli allagamenti portati prima dal ciclone Cleopatra, soprattutto in Sardegna, e poi dalla seconda perturbazione che si è abbattuta sulla penisola.

Il fiume Tevere a Roma ha raggiunto i 7 metri di quota la mattina del 23 novembre, con le banchine chiuse ormai da giorni e la Protezione civile che continua a monitorare la situazione. Pioggia si è abbattuta nella notte tra venerdì e sabato sulla Sardegna, ma la situazione a Olbia e in Gallura è rimasta sotto controllo.

Allagamenti e cornicioni caduti anche nella provincia di Napoli e nella città, spazzata dal vento di libeccio 6 e il mare mosso che ha causato lo stop di aliscafi e catamarani nel porto.

La prima neve è arrivata invece nella provincia di Salerno, sul monte Cervati, mentre in Trentino si apre il rischio di valanghe. In Calabria dopo gli allagamenti la situazione torna alla normalità e l’acqua torna nelle case di Catanzaro, dove da quattro giorni era chiuso per danni l’impianto di potabilizzazione di Santa Domenica.

Tevere in allerta e allagamenti a Roma.

A causa del maltempo si sono registrati a Roma diversi allagamenti, in particolare, in zona Bel Poggio e Nomentano-Talenti. I livelli del Tevere hanno raggiunto la cosiddetta “criticità ordinaria” con i livelli che hanno superato quota 7 metri. Alle 9:30 il fiume ha raggiunto nella postazione di Ripetta 7,70 metri.

Al momento si è al confine tra stato di preallerta ed attenzione: superati i 13 metri si entra nella fase di criticità. Le banchine restano comunque chiuse. Le squadre della Protezione Civile di Roma sono intervenute anche a Ponte Marconi per un principio di allagamento.

A causa del maltempo questa mattina è caduto a Villa Torlonia un cedro del Libano alto 25 metri. A dare l’allarme è stato il custode ed ora la zona è recintata. L’albero è caduto, con ogni probabilità, a causa della pioggia insistente che sta interessando la Capitale. Villa Torlonia, su via Nomentana, e’ una delle ville storiche della città.

Ancora pioggia in Sardegna, ma situazione stabile.

E’ piovuto durante la notte e continua a piovere in molte delle zone colpite dall’alluvione di lunedì scorso, che ha seminato morte e distruzione, e in particolare in Gallura, a Olbia, dove nonostante la preoccupazione per le condizioni meteo la situazione è sotto controllo. Fortunatamente la pioggia non ha creato ulteriori problemi, anche se nella popolazione rimane la paura.

Dopo la visita ieri del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, oggi pomeriggio arriverà a Olbia il ministro dell’ambiente, Andrea Orlando, che incontrerà i sindaci galluresi e le istituzioni, prima dei sopralluoghi di domenica nella zone più colpite dall’alluvione. Sono riprese, intanto, questa mattina le ricerche dell’ultima persona ancora dispersa, l’allevatore trascinato via dalla corrente fra Bitti e Onanì. Così come proseguono gli interventi, anche da parte di molti volontari, per liberare case e strade dal fango e dai detriti. .

Aliscafi fermi a Napoli per vento e mareggiate.

Numerosi allagamenti di strade e scantinati, cadute di cornicioni e qualche albero tra i diversi interventi effettuati nelle ultime ore dai vigili del fuoco tra Napoli e provincia. Un vento di libeccio 6 ed un mare molto mosso forza 5 hanno provocato il fermo dei mezzi veloci (aliscafi, catamarani e minocarene) alle banchine dei porti. Solo i traghetti assicurano i collegamenti, ”anche se – affermano dalla centrale operativa della Guardia Costiera – le condizioni meteo sono in peggioramento”, con un eventuale blocco totale dei collegamenti con le località del Golfo nelle prossime ore.

Acqua alta a Venezia.

Il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha registrato oggi, alle ore 12, a Venezia, una punta massima di marea di 106 cm. Con un’alta marea di 106 cm il fenomeno dell’acqua alta ha interessato circa il 9% cento del suolo cittadino, con un livello variante da pochi millimetri a una media sui 25 cm in Piazza San Marco, l’area più bassa della città..

Prima neve in provincia di Salerno.

Prime nevicate sul monte Cervati, in provincia di Salerno, la seconda vetta più alta della Campania, con i suoi 1898 metri di altezza. In nottata la neve è caduta copiosa, ricoprendo l’area più alta del complesso montano, quella ricadente nel territorio comunale di Sanza, a sud di Salerno. In tutta la zona del Vallo di Diano si è registrato nelle ultime ore un notevole abbassamento delle temperature.

Acqua potabile torna a Catanzaro.

Torna l’acqua a Catanzaro dopo quattro giorni di blocco. E’ ripartito nella notte, infatti, l’impianto di potabilizzazione di Santa Domenica che serve buona parte della città. Le squadre della Sorical, la società che gestisce le risorse idriche della regione, “hanno completato intorno a mezzanotte – riferisce una nota dell’ufficio stampa del Comune – il difficilissimo lavoro di saldatura delle nuove condotte ed hanno lanciato l’acqua verso l’impianto per il trattamento. Alle 4,30, è partita la primissima erogazione verso il sistema idrico del capoluogo”.

“Le varie fasi delle complesse operazioni – è detto ancora nel comunicato – sono state costantemente seguite dal sindaco, Sergio Abramo, che si è tenuto in stretto collegamento telefonico con i responsabili della Sorical. La stessa Sorical e il Comune mantengono un cauto ottimismo sulla normalizzazione del servizio. Se non interverranno nuovi inconvenienti, eventualità che al momento viene esclusa, i serbatoi serviti dal Santa Domenica potrebbero riempirsi già nella tarda mattinata e consentire, quindi, l’erogazione alle abitazioni. Nelle prossime ore il quadro sarà più chiaro”.

Maltempo e rischio valanghe in Trentino.

Il Trentino è stato interessato dal passaggio di un fronte freddo, che ha apportato precipitazioni abbondanti, particolarmente intense nella notte il 21 e il 22 novembre. Il limite delle nevicate, inizialmente tra i 1.600 e i 1.800 metri, si è progressivamente abbassato, attestandosi nella fase più intensa intorno ai 500 metri circa. Gli apporti di neve fresca sono stati significativi a partire dai 1.200 metri circa, dove si misurano dai 20 ai 30 centimetri, e risultano invece abbondanti oltre i 1.800 metri, con valori cumulati che superano i 60 centimetri.

Fino ai 2.000 metri circa, la neve fresca è andata a depositarsi direttamente su un terreno non ancora gelato e si prevede pertanto una veloce evoluzione, con piccoli scaricamenti di neve a debole coesione da tutti i pendii più ripidi e un successivo assestamento del manto nevoso. Alle quote più elevate, specie sugli apparati glaciali, la situazione è più delicata, con un manto nevoso al suolo che raggiunge valori significativi (oltre i 150 centimetri).

Distacchi spontanei, anche di medie dimensioni, saranno possibili da tutti i pendii più ripidi. La nevicata inoltre, specie in quota, è stata accompagnata da forte vento ed una attività eolica di forte intensità, con venti tendenti a ruotare da nord è prevista anche per i prossimi giorni. Con la presenza di accumuli eolici in continua formazione, localizzati soprattutto nelle zone di cresta e in canaloni alle quote più elevate, già con un debole sovraccarico (passaggio di un singolo sciatore) sarà possibile provocare il distacco di valanghe a lastroni.