Maltempo a Vicenza, città chiusa per alluvione

Pubblicato il 7 Novembre 2010 20:00 | Ultimo aggiornamento: 7 Novembre 2010 20:00

Strade allagate, negozi che resteranno chiusi per settimane, forse mesi, e donne e uomini finiti “in malora”: è Vicenza dopo l’alluvione degli scorsi giorni.

Centocinquanta le attività colpite nella città veneta. Trantanove i milioni di danni denunciati dalla Camera di commercio.  Come in via Venti Settembre, una strada chiusa per alluvione, come racconta il Corriere della Sera.

“Qui da noi tutto è andato tutto distrutto, spiega Gina Toniolo, con un negozio distrutto. La merce in magazzino, i frigoriferi. Meglio vendere quello che è rimasto scontato e tenerci stretti i clienti affezionati. Da sei giorni puliamo e ripuliamo senza vedere la fine. Ma abbassare la saracinesca mai, anche se Roma ci ha dimenticati”.

Piera Bolzani, 49 anni e una squadra di amici sub alle sue dipendenze per rimettere a nuovo la sua pasticceria, indica la striscia di fango lasciata dal Bacchiglione sulle pareti e dice: “Tutto quello che stava sotto questo livello è distrutto. Qualcuno almeno dovrà rispondere di un allarme che non c’è stato”.

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Giovanni D’Erasmo, proprietario del Ristorante Terre del Sud, ricorda di come a maggio di allarmi ce ne furono diversi. “Stavolta nulla. Nemmeno un sacco di sabbia. Sono stato qui fino alle cinque del mattino, ci dicevano “tranquilli”, e invece alle otto tutto è finito sott’acqua”. Tutto, il negozio e il lavoro con cui pagava il mutuo. “Io sono barese, mia moglie è vicentina. Conosco bene le differenze tra tragedie del Sud e del Nord e posso dire che la gente di qui fa bene ad arrabbiarsi. Tanto lavoro senza vedersi riconoscere nemmeno i diritti”.

Roma sembra molto lontana ai vicentini: lo sottolinea lo scrittore Vitaliano Trevisan: “I veneti si sentono per tradizione esclusi, va detto, ma questa volta hanno ragione”.

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