Manfredonia, ossa sul fondo di una gravina: forse vittima di lupara bianca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 marzo 2018 14:59 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2018 14:59
Manfredonia, ossa sul fondo di una gravina: forse vittima di lupara bianca

Manfredonia, ossa sul fondo di una gravina: forse vittima di lupara bianca

FOGGIA –  Le ossa di un piede sono state trovate sul fondo di una gravina, ad una profondità di circa sei metri, in località ‘Paradiso selvaggio’, a Vieste. La scoperta, la seconda del genere nella stessa zona a distanza di soli pochi giorni, è stata fatta dai carabinieri impegnato in un lavoro di ispezione degli anfratti naturali che caratterizzano il Gargano.

I militari hanno trovato un paio di vecchi stivali di gomma, del tipo di quelli generalmente usati per portare al pascolo e governare greggi e armenti, uno ormai quasi completamente disfatto, l’altro quasi integro. E proprio all’interno di quest’ultimo c’erano le falangi di un piede.

Le condizioni di quanto ritrovato fanno inevitabilmente pensare che quanto ritrovato fosse là da tempo e che – come nel caso emerso pochi giorni fa – si tratti del corpo una delle tante vittime di “lupara bianca” che, negli ultimi decenni, hanno accompagnato il radicamento della criminalità organizzata.

Il 2 marzo scorso i carabinieri Cacciatori di Sardegna trovarono ossa umane ammucchiate tra i resti di animali, sul fondo di una gravina naturale tra Vieste e Mattinata, ad una profondità di oltre 30 metri. Anche in questo caso si ipotizza che si tratti dei resti di una vittima di lupara bianca.

Il ritrovamento dei resti di cui è stata data notizia oggi risale a sabato scorso. I resti umani ritrovati verranno anch’essi come nell’altro caso, inviati al RIS di Roma, per gli accertamenti tecnici finalizzati a identificare quest’altra vittima della criminalità organizzata locale.

Proprio nella stessa località, il 6 luglio del 2011, era stata ritrovata la Fiat Punto del 21enne Francesco li Bergolis, misteriosamente scomparso un mese prima, appartenente alla nota famiglia di Monte Sant’Angelo, coinvolta in una sanguinosa faida che per anni ha disseminato di morti e feriti il territorio garganico. Negli ultimi 25/30 anni sarebbero una trentina le persone scomparse nella zona e mai ritrovate.